Vigilanza, tre licenziati in un mese. Nervi tesi alla foggiana Protect: “Motivi disciplinari, qui si rispetta la Legge”

Tre licenziati in un solo mese, è questo il “record” dell’istituto di vigilanza “Protect”, con commissioni su buona parte della provincia di Foggia. Tre dipendenti, tutti vicini al sindacato Usb, sono stati allontanati nell’arco di poche settimane per questioni disciplinari. La vicenda rende ancora più acceso il clima dopo mesi di incontri in Prefettura, promesse, polemiche e articoli di giornale. Tutto ruota attorno al ritardo nei pagamenti degli stipendi ai lavoratori (si parla di somme varianti tra 1000 e 1500 euro al mese). Ad oggi, le guardie giurate “Protect” (ex Black Security) sono ancora in attesa della 14esima e delle mensilità di luglio, agosto e settembre. E ora, per alcuni di loro, è scoccata l’ora del licenziamento. Una tegola che va a peggiorare ancora di più la situazione di molti padri di famiglia ma anche di giovani desiderosi di crearsi un futuro solido.

Vincenzo Giandolfi
Vincenzo Giandolfi

Su questo ed altro, Vincenzo Giandolfi, amministratore manfredoniano dell’istituto di vigilanza, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla nostra testata: “Licenziamenti dovuti a questioni disciplinari – dice -. Tre in un mese? È solo una mera coincidenza, in alcuni casi c’erano già dei procedimenti in atto. Non si è trattato di un singolo episodio”. Giandolfi nega dissidi con i lavoratori Usb: “Si effettuano ispezioni e accertamenti su tutti. Non ce l’abbiamo con nessuno, tanto meno col sindacato Usb. Io dialogo con tutti e penso solo a far rispettare le leggi”. Sulla questione stipendi promette novità a breve: “Sono già partiti i primi bonifici e presto i dipendenti avranno la mensilità di luglio. E tra un paio di settimane provvederemo allo stipendio di agosto. Abbiamo i problemi di molte altre aziende, il periodo è quello che è ma ne verremo fuori. Ormai la mia attività principale è proprio quella di recuperare crediti. Ma la difficoltà è di tutti, persino un colosso come Finmeccanica chiede tempo per pagare. E si parla di somme tra i 100 e 200mila euro”. 

Altro capitolo della telenovela è quello sui presunti materiali obsoleti dell’azienda, dalle auto al vestiario. “Paghiamo un meccanico 4mila euro al mese. Ci sono auto distrutte giorno per giorno. Serve più cura da parte di tutti. I giubbotti antiproiettili scadono e ci sono dei tempi tecnici per ricevere quelli nuovi. Sto per riceverne 30”. E ancora: “Presto rinnoverò il parco auto grazie a 12 veicoli a noleggio a lungo termine. Previste Punto, Panda e la nuova Fiesta“.

Ma i dipendenti, nel frattempo, restano con l’acqua alla gola. Quasi tutti vengono dall’esperienza negativa con Black Security, prima dell’assorbimento in Protect. Anche con l’ex istituto di vigilanza i ritardi dei pagamenti erano all’ordine del giorno. Qualcuno non ha mai ricevuto addirittura 12 mensilità. Insomma, un cambio di casacca che non ha portato alcun beneficio. I problemi c’erano e ci sono ancora oggi. E nemmeno le denunce all’Ispettorato del Lavoro hanno fermato questa emorragia.