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Home - Pagamenti sanità, rischio buco da 650 milioni in Puglia. Piemontese: “Problema nazionale”

Pagamenti sanità, rischio buco da 650 milioni in Puglia. Piemontese: “Problema nazionale”

Di redazione
8 Settembre 2015
in Sanità & Salute
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L’assessore al Bilancio, Raffaele Piemontese, ha relazionato questa mattina davanti alla I Commissione Bilancio, convocata per discutere degli eventuali riflessi sul bilancio regionale della sentenza della Corte costituzionale riguardante le modalità di contabilizzazione da parte delle regione Piemonte della anticipazione di cassa finalizzata a contrastare il fenomeno dei ritardi dei pagamenti degli enti del Servizio Sanitario Regionale.

“Non esiste un problema Puglia – ha spiegato Piemontese – ma la questione investe tutte le Regioni che hanno avuto accesso all’anticipazione di cassa: è dunque un problema nazionale, alla cui soluzione non potrà che concorrere il legislatore statale”. Le sofferenze di cassa degli enti e delle aziende del SSR sono state determinate, nel periodo 2001-2010, dalla normativa statale che escludeva dal computo dei risultati di gestione, ai fini del ripiano regionale delle perdite di esercizio, gli ammortamenti dei beni durevoli degli enti e delle aziende sanitarie.

Per porre rimedio a tale situazione il legislatore statale ha consentito alle Regioni di accedere ad una anticipazione di cassa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, rimborsabile in trent’anni, con la quale ricapitalizzare gli enti e le aziende del SSR. Hanno avuto accesso alla misura 13 regioni a statuto ordinario su 15 che, su specifiche indicazioni attuative da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, hanno provveduto con le predette modalità a contabilizzare le anticipazioni attribuite.

Ma la Corte Costituzionale, con la sentenza numero 181 dello scorso luglio, su ricorso in via incidentale proposto dalla Corte dei Conti – Sezione di Controllo del Piemonte sulle modalità di contabilizzazione operate dalla quella Regione nel 2013, ha ritenuto non conforme alla Costituzione il comportamento della Regione Piemonte che avrebbe dovuto costituire, in presenza della anticipazione, un fondo di sterilizzazione dei suoi effetti in termini di competenza. In altri termini quella Regione avrebbe dovuto, in un solo esercizio, accantonare nel predetto fondo di sterilizzazione un importo pari alla anticipazione erogata, da coprire con maggiori entrate o minori spese. Tale decisione, se fosse ritenuta applicabile anche alle altre regioni, determinerebbe la necessità di dare copertura finanziaria a detto fondo di sterilizzazione per un importo complessivo per le regioni interessate pari a oltre 20 miliardi di euro (650 milioni di euro circa per la Puglia). Piemontese sottolinea che “sono in corso contatti tra il Governo e la Conferenza delle Regioni al fine di ricercare soluzioni normative idonee a dare attuazione ai principi dalla sentenza della Corte e contemporaneamente a salvaguardare la sostenibilità dei bilanci regionali anche in vista della prossima presentazione del disegno di legge di assestamento del bilancio regionale 2015”.

L’assessore Piemontese ha infine ringraziato il presidente della I commissione, Fabiano Amati per “l’opportunità che gli è stata offerta di illustrare lo stato dell’arte di una vicenda complicata, che potrebbe avere un impatto dirompente sui conti di quasi tutte le Regioni”, sottolineando anche come la seduta si sia tenuta in un clima “sereno e collaborativo e come gli interventi dei consiglieri Caroppo, Laricchia e Zullo abbiano contribuito a esaminare compiutamente il punto all’ordine del giorno”.

Tags: Corte costituzionalePagamentiPiemontePugliaraffaele piemonteseSanità
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