Scure delle industrie sui produttori di pomodoro. Oro rosso di Puglia a rischio collasso

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Una campagna del pomodoro già ampiamente a rischio per le feroci condizioni ambientali che hanno di molto ridotto le produzioni, rischia di ricevere il colpo di grazia dall’immancabile quanto atteso atteggiamento di cinico sfruttamento da parte delle industrie di trasformazione. “È di oggi la notizia delle dimissioni di ben 7 organizzazioni di produttori – spiega Marco Nicastro, responsabile settoriale di Confagricoltura -, che rappresentano ben 10 milioni di quintali di prodotto, dal cosiddetto Distretto del Pomodoro del Sud, e questo la dice lunga sullo stato di rabbia e di indignazione delle Op”.

Si lamenta, come ampiamente riportato in questi giorni, “l’applicazione di tagli eccessivi, cali di peso (e conseguentemente di prezzo) non giustificati, e ritardi nel ritiro della merce che inevitabilmente creano situazioni di disagio e di deperimento del prodotto”. A questo va ad aggiungersi la pretesa, da parte dell’associazione di settore degli industriali, di “ricontrattare al ribasso quanto già previsto nell’Accordo di area del 23 giugno scorso”.

“Tutto ciò non fa che riproporre il notissimo schema di contrapposizione tra le parti – continua Nicastro -, con quella industriale che, alla luce di uno stato di necessità di quella agricola dovuta al fortissimo rischio di perdita del prodotto, dispone come sempre, atteggiamenti e condizioni di vessazione. Ci chiediamo a questo punto a cosa serva un Distretto del pomodoro, se poi ,all’atto pratico, tutte le regole vengano calpestate. Chiediamo quindi con forza e preoccupazione ai vertici nazionali di Agrinsieme – conclude Nicastro – di informare tempestivamente il Ministro Martina di quanto accade in provincia di Foggia, perché possa valutare eventuali interventi al fine di limitare, per quanto possibile, i forti danni finora prodotti”.