Princes assume 1100 persone, ma il prezzo del pomodoro crolla. Produzioni giù del 50%

Raggiunto l’accordo tra la Princes, l’azienda di trasformazione del pomodoro più grande d’Europa, e i sindacati per l’assunzione di 1.100 lavoratori stagionali, che verranno impegnati su tre turni (h24, sette giorni su sette) con riposo infrasettimanale. Secondo quanto stabilito, si provvederà alla “riassunzione” dell’80 per cento del personale precedentemente impiegato nello stabilimento in zona Asi-Incoronata, a Foggia, mentre per il restante 20 per cento ci si affiderà ad un “turnover” che non è ben visto dai sindacati. È saltata per il momento l’ipotesi di un quarto turno, a causa delle preoccupazioni dell’industria rispetto alle produzioni, preventivamente stimate in 3,5 milioni di quintali di prodotto trasformato, e al mercato. Infatti, secondo quanto trapelato nelle scorse settimane, era viva l’idea di impegnare circa 2-300 unità aggiuntive per far fronte alla domanda di pelati e cubetto per il mercato globale.

raccolta pomodori 2Restano i dubbi invece sulle produzioni locali, per via delle patologie che stanno colpendo le piante in questo periodo: dalla virosi nel Basso Tavoliere all’orobanche nei campi dell’Alto Tavoliere. È forte la preoccupazione dei produttori, per via delle alte temperature che rischiano di compromettere le coltivazioni (cresciute quest’anno rispetto al 2014). I problemi riguardano sia il pomodoro che sta per essere raccolto, danneggiato da lessature e scottature, sia quello medio-tardivo. Le rese sono in forte calo e, in alcune aree particolarmente colpite, possono arrivare sino al 40-50 per cento in meno rispetto a quelle stimate. “Ciononostante – ha spiegato il presidente della Federazione nazionale pomodoro da industria di Confagricoltura, Marco Nicastro -, i prezzi dei pomodori in corso di raccolta continuano a calare. Una situazione del tutto anomala, considerata la riduzione dell’offerta…”.

Non si può ancora valutare quanto impatteranno questi fenomeni sulla produzione dell’impianto ex Ar, ma sicuramente rappresenteranno un danno enorme per il Pil della provincia di Foggia. Dalla Cgil dicono di avere già notizie piuttosto credibili: “Il prezzo rispetto allo scorso anno dovrebbe calare del 30 per cento – afferma il segretario Flai, Daniele Calamita -, visto che il tondo è sceso da 10 a 7 centesimi. La grande distribuzione organizzata, ancora una volta, sta peggiorando le condizioni, ed i produttori – con molta probabilità – scaricheranno gli oneri, ancora una volta, sui lavoratori già vessati”.

Solo qualche giorno fa, il sindacato nazionale aveva attaccato duramente le imprese di trasformazione e le organizzazioni dei produttori, sottolineando l’inasprimento delle condizioni di sfruttamento di migliaia di lavoratori in tutte le aree del Sud Italia