Mazinga e Ufo Robot vegliano su Foggia. Ecco Capitanata Grand Tour, un sommergibile di creatività

Da sinistra, Pacilli, Scotellaro, Fazia e Di Corcia

La fontana del Sele in piazza Cavour trasformata in sommergibile e Mazinga Zeta che si erge sulla Chiesa delle colonne. Poderi nell’Onc ristrutturati in condomini e villette, scorci di infanzia vissuta nella controra meridionale. Benvenuti a “Capitanata Grand Tour, 30 esperienze artistiche del territorio”, perché “dopo tanti viaggi alla ricerca di artisti contemporanei legati alla terra dove sono nati o trasferiti in altro luogo, era arrivato il momento di riunirli”. Parola di Antonio Scotellaro, art director della mostra, parte del cartellone estivo del Comune di Foggia.

Un passo audace in estate, lo spiega in premessa il dirigente Gloria Fazia, ma in ogni caso, “la tradizione espositiva della città in ambito contemporaneo nel palazzetto Andrea Pazienza, di cui andiamo fieri, ci ha spinto a proporla”. Coniugare locale e provinciale superando i confini della Puglia, questa la sfida.

25 anni di arte contemporanea

foto 1 (3)“Dopo che ho visto i Grifoni partire per Expo mi sono detto che era arrivato il momento di mettere in dialogo artisti affermati in varie parti del mondo. Da noi i siti archeologici vivono una sorta di clandestinità, come i palazzi del Settecento, del resto, mentre nella catena di artisti dagli anni ’80 (anagraficamente si parte dal 1925 con Saggese, e si finisce al 1985 con Molinaro) ad oggi non manca nemmeno un anello”. E su questa continuità Scotellaro ha basato il Grand tour.

Le opere verranno raccolte in un catalogo edito da Andrea Pacilli. Sarà presentato l’11 agosto, giorno in cui termina la mostra: “Vogliamo portare il genius loci in tutta Italia”, ha detto l’editore.

Gli artisti e le opere

La Capitanata raccontata dai dipinti a olio o dalle composizioni in legno (o in carta) non è solo quella che ritrae il paesaggio, né una carrellata di opere contemporanee lo prevede. Monica Carbosiero, fotografa, porta nel palazzetto dell’arte “Specchio delle mie brame”, composizione di foto e cornici anni ‘70 che sono un tuffo nel passato e uno sguardo verso l’interiorità, anche plasticamente resi dalla sguardo oltre.

Vincenzo Astuto, di Lucera che vive a Pescara, crede che l’arte moderna, come quella contemporanea, debba essere sacra, dunque compone un crocifisso (“sacratum” è il titolo dell’opera) con materiali riciclati, Jim Picco si diletta con i colori e i tocchi di pennello delle dimore in Canada, dove vive da tre generazioni, Michela Muserra, da Foggia a New York con “Beautiful dreamers”, disegna su carta e sparge versi poetici, Leon Marino la butta sulla satira e si diverte a ritrarre volti con la coppola e il bavaglio in “Finché morte non ci separi”.

Giuseppe Santoro rivisita la città popolandola di dinosauri e supereroi. E’ il grafico che si è occupato del coordinamento editoriale e che ha disegnato il volantino della fontana di piazza Cavour con la Foggia di un sommergibile stufo di stare sott’acqua: “Cento anni fa- racconta Scotellaro- ci portarono l’acqua della fontana del Sele. Era la gioia, la ricchezza. Ecco, abbiamo immaginato che la falda acquifera della creatività ad un certo punto emergesse zampillando in una città che non può vivere solo di cemento e agricoltura”.