Cinque furti in tre mesi, il calvario dell’Einaudi di Foggia. Senza computer, monitor e scanner

Nei mesi scorsi i media si sono spesso occupati del caso “Einaudi”, un Istituto professionale tra i più grandi in Puglia che, a seguito di varie vicissitudini, è stato trasferito presso la sede dell’ex I.T.C. “Rosati” in via Napoli a Foggia. Il dirigente scolastico Tonino Soldo torna sulla questione per evidenziare le enormi criticità alle quali si continua a far fronte. “I motivi di tanto clamore mediatico sono noti – scrive Soldo -. In primis la mancanza di laboratori in grado di garantire l’attuazione del P.OF. e l’ottemperanza del patto formativo sottoscritto con i genitori; come se ciò non bastasse si sono messi anche i ladri a bersagliare il già provato Istituto compiendo una serie di furti sia presso la sede di Via Napoli che presso la sede staccata di Torre di Lama; a gettare ulteriore brace sul fuoco sono giunte delle ispezioni dei Vigili del Fuoco che hanno rilevato numerose inadempienze dal punto di vista della sicurezza imputabili alla proprietà dell’edificio (Ente Provincia) che non ha provveduto ad effettuare i doverosi lavori di messa a norma.

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Tonino Soldo

A fronte di tante inadempienze l’unica risposta data dall’Ente Provincia è stata quella di effettuare proclami mediatici vantando l’ottenimento di fondi dalla Regione che dovrebbero garantire la sistemazione dei suddetti problemi. La realtà, purtroppo, è ben altra cosa! Ieri, ancora una volta, l’ennesima, i ladri hanno potuto “visitare” la sede di Via Napoli dell’Istituto e portare via quel poco che ancora non era stato trafugato! Ormai sembra una nemesi, ineluttabile!”

E ancora: “Siamo ormai a ben 5 furti, tutti nel giro di tre mesi, anche perché penetrare all’interno dell’istituto è molto semplice, in quanto la scuola non ha alcun sistema anti intrusione, nonostante sia stato richiesto da settembre di installarlo e di dotare, ad esempio, di cancelli alle finestre ubicate al piano terra.

Purtroppo la nostra voce, le continue denunce non sono state ascoltate né prese in considerazione ed ora ci ritroviamo una scuola più povera senza computer, monitor e scanner. La scuola ha fatto puntualmente quanto di propria competenza, ma non si può più assistere passivamente a questa che è diventata una vera e propria espoliazione.

Inoltre, sembrava che stessimo raggiungendo l’obiettivo della realizzazione di un piccolo laboratorio di cucina , che la provincia si era impegnata  a realizzare entro dicembre 2014, ma ad  oggi niente si è mosso;   eppure agli inizi di giugno sembrava che fossero stati risolti tutti i problemi con l’impresa e si  riuscisse a realizzare  il “sogno” di un laboratorio piccolo di cucina;  ma tutto ad un tratto tutto si è bloccato e siamo arrivati alle ferie estive ed è tutto di nuovo fermo.

Va ricordato che la mancata realizzazione della cucina, anche se inadeguata alle esigenze della scuola, non ha ancora permesso lo spostamento delle attrezzature della cucina da Torre di Lama, che sono abbandonate a se stesse alla mercé di tutti  e con la possibilità che quando sarà terminato l’adeguamento dei locali a cucina , non si sa fra quanti anni, potremmo non avere più a disposizione  le attrezzature, perché qualcuno potrebbe  pensare bene di asportarle.

Il problema vero è che l’ente provincia che ha  le competenze sull’edilizia scolastica delle scuole superiori non si  rende conto che aspiranti camerieri, baristi, pasticceri e cuochi si esercitano in spazi improvvisati, stretti, riadattati e messi in sicurezza a spese dell’istituto.

Purtroppo – conclude Soldo – le nostre denunce rimangono lettera morta, ma, soprattutto, ciò che sconforta è la totale assenza di assunzioni di responsabilità da parte dell’Ente. Forse se intervenisse la Corte dei Conti a quantificare i danni subiti e ad addebitarli a chi, pur avendo istituzionalmente il compito di provvedere ad effettuare i lavori, non ha ritenuto di dover agire…magari le cose cambierebbero!

L’unica speranza, ormai, per risolvere i problemi dell’Istituto è far intervenire la magistratura ordinaria: forse solo con l’intervento della Procura della Repubblica si potrà porre fine ad una vicenda che definire scandalosa è poco”.