Leo Di Gioia il sognatore, tutto esaurito alla Fiera di Foggia. Lui fissa le priorità: sanità, Gino Lisa e lotta al dissesto

“Sono un sognatore anziché un cinico politico di provincia, penso ci siano le condizioni per guardare al futuro”. Le slide proposte alle comunali questa volta non scorrono sullo schermo, le illustra nei comitati elettorali e ai sindaci che incontra. Alle amministrative dello scorso maggio la sua civica ottenne 12mila voti al primo turno. Si riparte da lì e dalla centralità della Capitanata da riacquistare. Leo Di Gioia, l’assessore al bilancio della giunta Vendola che ha scelto Emiliano, scruta la Puglia, idealmente. Il Salento lo attribuisce a Fitto, il resto della Regione a Emiliano: “Possiamo spostare il baricentro della politica, prima l’equilibrio era tra Bari e l’estremo sud della Puglia”.

Consorzi di bonifica da potenziare

Sanità, agricoltura, consorzi di bonifica, Gino Lisa. Il programma lo spiega con il solito pragmatismo. “Abbiamo bisogno di 400 infermieri ai Riuniti di Foggia e medici in ruolo centrale, il Gino Lisa aspetta l’autorizzazione europea ma poi si dovrà decidere, per esempio, qual è il ruolo dei privati, avremo un piano da 1 milione di euro per il dissesto idrogeologico, individueremo frana per frana le misure per la messa in sicurezza”.

Parte dei fondi comunitari anche per costruire nuovi immobili popolari. Vanta i consorzi di bonifica del Gargano e di Foggia, gli unici non commissariati, “strumenti di ingegneria che hanno permesso di coltivare la nostra pianura”. A loro la giunta regionale dovrà dedicare sempre più attenzione “e presidiare il territorio nella pulizia dei canali e nella difesa del suolo”.

L’ultima alluvione sul Gargano l’ha visto in prima linea, da assessore della giunta Vendola, Di Gioia sa bene di dover rendere conto più di altri di quanto fatto in questi anni. Sulla sanità dice che una legge regionale mal interpretata impediva le assunzioni a Foggia, ma si sta riparando e che prima i consorzi di bonifica locali non avevano la stessa attenzione di ora.

“La Capitanata ha le potenzialità”

Sala stracolmaCalca molto l’accento sulla Regione “come presidio per decidere ciò che sarà di noi. Non parliamo delle province, è bene che la gente lo sappia”. La speranza deriva da alcuni numeri: 2 miliardi di euro in cassa, 6 miliardi di fondi comunitari, 3 miliardi del Cipe: “Ha un gap la nostra provincia? Certo ma le potenzialità ci sono e anche i soldi che attendiamo di spendere. Abbiamo una Ferrari parcheggiata in un garage e continuiamo a lucidarla nell’attesa di metterla in moto, non ho le chiavi ma penso di sapere come procurarmele”.

“Emiliano non si rifugia nell’ideologia”

Si sente “a casa” nella civica con Emiliano: “Ci ha chiesto di candidarci senza chiedere da dove venivamo ma se volevamo condividere un’idea nuova di Regione con analisi critica rispetto al passato. Non è uno che si rifugia nell’ideologia”. E torna su un tema già ribadito durante la campagna elettorale per le comunali: “Bisogna avere requisiti, capacità progettuali e non tessera del Pd. Non penso che i partiti siano scomparsi ma siano da ricostruire sulla capacità di scegliere senza sacrificare i propri ideali”.

Non risponde a quelli che “fanno la morale, e che hanno fatto dell’opportunismo politico un modo di lavorare passando dal consenso politico a quello economico e mettendo in mezzo aziende che lavorano anche con la pubblica amministrazione, gente che vuol dare le patenti agli altri”. Richiama i tanti che l’hanno sostenuto nell’ultima avventura politica “contro” i partiti, i giovani, fra gli altri: “Oggi sono più incattiviti perché si propone loro solo un modello di furbizia. Lasciate la fiera e portatevi nel cuore una chance, una speranza”. Occupato in ogni ordine di posto (molta gente era in piedi) il palazzetto che l’ha accolto. Gli applausi sui temi strategici della Capitanata e sui passaggi politici.

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