Il Miulli si salva dal fallimento con il concordato preventivo. Passivo da 220 milioni di euro

E’ stato votato favorevolmente, in continuità aziendale, il concordato preventivo attraverso il quale verranno pagati i debiti accumulati dall’ospedale ecclesiastico “Miulli” di Acquaviva delle Fonti evitandone il fallimento. Il via libera al risanamento sarebbe stato dato dal 90 per cento dei creditori, secondo le prime valutazioni fatte dai tre commissari, e ora toccherà al giudice fallimentare del tribunale di Bari, Valentino Lenoci, verificare la regolarità dell’intera procedura ed emettere il giudizio di omologazione, nell’arco di circa di due o tre mesi.

Il passivo accumulato dal “Miulli” ammonta a circa 220 milioni di euro, compreso i fondi rischi, ma quello votante è di circa 145 milioni. Salvi anche i 1.236 dipendenti, nessuno dei quali finora ha mai visto in pericolo il posto di lavoro o lo stipendio, in virtù di decurtazioni concordate con uno specifico accordo sindacale del luglio 2013. Le modalità di rientro dal debito sono state predisposte dalla società di revisione Pricewaterhouse Coopers e prevedono il pagamento integrale dei creditori ipotecari e privilegiati per circa 21 milioni di euro e dei creditori chirografari nella misura del 35,9 per cento. A questo punto manca solo la valutazione del giudice sulla procedura e sulla relativa votazione per concludere l’intera vicenda.