Sepolto vivo per 76 ore, a Foggia la storia di Roberto Robustelli sopravvissuto al disastro di Sarno

Roberto Robustelli

Rimase seppellito per 76 ore durante l’alluvione di Sarno del 1998. Lui è Roberto Robustelli, l’ultimo ad uscire vivo da quella immane tragedia. Aveva 23 anni quando rimase sommerso dal fango. Il suo è un grande esempio di attaccamento alla vita e lotta per la sopravvivenza. Non si è mai arreso Roberto. I soccorritori lo rintracciarono grazie a una sonda che controlla i battiti cardiaci. Fu così che miracolosamente si salvò. Ma il giovane Roberto, quel giorno, perse il padre e la zia e oggi gira l’Italia per raccontare quel dramma ma soprattutto per parlare di prevenzione, senza dimenticare. Stamattina tappa a Foggia, nell’auditorium dell’Amgas, davanti a una sala gremita di studenti. A l’Immediato dichiara: “Sono contento di essere qui a dare la mia testimonianza. È necessario tenere vivo il ricordo. Abbiamo perso i nostri padri ma ora facciamo in modo che siano risparmiati i nostri figli“.

La platea di studenti
La platea di studenti

È felice Roberto nel rivedere alcuni vecchi amici della protezione civile ma anche altri cittadini di San Giuliano di Puglia e l’Aquila, anche loro colpiti da calamità naturali. “Tempo fa conobbi un anziano di Messina, sopravvissuto allo tsunami del 1908. Roba da non crederci. Sono esperienze che ti restano per sempre”. Sulla nostra provincia dice: “Siamo tutti accomunati dalla piaga del dissesto idrogeologico. Non basta intervenire sullo straordinario, lavoriamo piuttosto sull’ordinario con attività di prevenzione. L’abusivismo è una piaga e va debellata. Non mi inquieta tanto il privato che costruisce la sua villa laddove non dovrebbe, quanto la presenza di strutture statali e PalaSport in zone sbagliate”.

Dunque è tempo di farsi sentire, iniziando dalle scuole. Proprio come sta facendo Roberto. Si parte dai ragazzi per costruire un futuro dignitoso. “Il sonno della ragione genera mostri – aggiunge -. Oggi sono qui affinché questi disastri non accadano più”. Intanto la sua Sarno è cambiata molto: “Oggi non trovi più il deficiente di turno che costruisce palazzine abusive. Dobbiamo riacquisire certi valori, soprattutto noi del sud. Solo con la solidarietà e la compattezza potremo farcela”. 

Un momento della proiezione
Un momento della proiezione

In sala grande silenzio e attenzione mentre sul maxi schermo scorrono immagini da brivido sui disastri ambientali avvenuti in Italia. Intere colline venute giù sotto la furia dell’alluvione. Palazzine crollate, persone in fuga. C’è anche un video su viale Giotto a Foggia nel 1999. Immagini che resteranno stampate per sempre nella testa di chi le ha viste e vissute. Gli studenti assistono con grande rispetto e viva partecipazione. Ci sono ragazzi degli istituti Volta, Notarangelo, Pascal e Altamura. Al tavolo dei relatori, i sindaci di Sarno e Longarone.

Presenti anche Renza Bucci, presidente Fondazione per la vita 6 aprile l’Aquila. Il geologo Antonello Fiore della Sigea, Lillo Mendola dell’associazione familiari vittime amianto, Carlo Federico dei vigili del fuoco di Foggia, Francesco Geri della protezione civile Roma. E ancora, Rosanna Albergo, associazione disastro aereo Capogallo, Eugenia Vantaggiato del ministero beni culturali, Donatella Campanile, funzionario dei beni culturali e Raffaele Di Sabato della Croce Rossa provinciale. Gli studenti si sono anche esibiti con violini e sax in alcuni momenti musicali che hanno allietato la mattinata.