Metta vede gli imprenditori e annuncia: “Se vinco farò un solo mandato. E a Cerignola serve l’antiracket”

“Se sarò sindaco di Cerignola, non mi ripresenterò alle prossime elezioni”. Franco Metta parla chiaro alla delegazione di imprenditori durante l’incontro con Gerardo Biancofiore, numero uno di Ance Foggia. Fissa i paletti degli interventi (a cominciare dalla sicurezza e dall’ambiente) e prova a rispondere alle questioni poste da pezzi importanti dell’imprenditoria locale. L’area industriale, con la necessità di riqualificare progetti tristemente abbandonati (come quello dell’Interporto), potrà essere una leva decisiva per la tornata elettorale del 31 maggio. Così come l’urbanistica, per “ritornare al senso del bello, ormai smarrito da diverso tempo”.

imprenditori 2Così la necessità di riqualificare – non solo le periferie -, attraverso progetti a “consumo suolo 0”, attraverso l’abbattimento e ricostruzione, diventa una priorità condivisa da Confindustria. “Il Piano urbanistico generale, da realizzare entro un anno e mezzo, sarà la bussola per ogni intervento – spiega il candidato sindaco della Cicogna -. Bisognerà puntare non solo sulle aree periferiche, ma anche sulla zone industriali dismesse. Per di più, sulle ‘zone f’ (destinate a impianti ed infrastrutture di interesse pubblico) si dovrà arrivare ad un accordo pubblico-privato, per favorire chi vuole realizzare servizi inerenti”. Anche perché, come ha sottolineato Biancofiore, “non c’è alcun bisogno di allargare ulteriormente la città”: “C’è una esigenza importate di housing sociale, ma serve anche sostenibilità a tutti i livelli, sia finanziaria che sui suoli. Per questo – ha aggiunto – sarà necessario intercettare i fondi europei”.

L'intervento di Tatarella
L’intervento di Tatarella

Un “delegato del sindaco per la zona industriale”, appositamente nominato, dovrà garantire la realizzazione del programma: dalla video-sorveglianza, alla viabilità (visto che non ci sono mezzi pubblici per i dipendenti delle aziende), fino alla gestione dei rifiuti. “Ho scoperto con stupore che qui esistono realtà che esportano in tutto il mondo, dall’Australia al Canada, e non hanno alcun servizio – chiosa l’avvocato cerignolano -, per questo voglio riprendere l’iniziativa della Fiera dell’Ofanto in maniera permanente in zona industriale ed in alcuni periodi presso il liceo classico abbandonato”. Una piccola “Expo”, in buona sostanza, delle eccellenze in ogni settore. Un occhio particolare è stato rivolto ai giovani, per creare “la cultura di impresa fondamentale per lo sviluppo economico”.

imprenditoriPer l’interporto, “impresa quasi disperata”, servirà una rivoluzione copernicana: “La politica non dovrà più mettere piede nell’ente gestore, Ofanto Sviluppo dovrà essere consegnato agli imprenditori, non a chi non ha mai fatto nulla nella vita”. Ampia apertura e disponibilità per l’interesse di Lotras, attività tra le più interessanti nella logistica, per la gestione della struttura. “Trovare le risorse non sarà semplice, ma è possibile tagliando gli enormi sprechi prodotti in questi anni – ha spiegato Metta -. Servirà rivedere la macchina amministrativa, riducendo da 3 a 1 i dirigenti del terzo piano ed attivando un ufficio ad hoc per i finanziamenti. Non si potranno più sopportare situazioni come quelle di Sia, ormai succube della politica e vero incubo di Cerignola: bisognerà azzerare il management e ripartire con una nuova mentalità”.

Un capitolo a parte è stato dedicato all’emergenza criminalità. “Lotta alla criminalità significa scrollarsi il marchio che ormai contrassegna la città – continua Metta -, attraverso l’attivazione dell’associazione antiracket, il fondo antiusura, la costituzione di parte civile del Comune e la lotta alla droga e a tutte le altre dipendenze. Inoltre, bisognerà chiedere una unità della squadra mobile alla Questura di Foggia, per poter operare con agenti specializzati nel contrasto al crimine. Ma tutto questo – conclude – sarà difficile se a vincere sarà qualcuno che pensa di poter comprarsi i voti promettendo buoni pasto da 25 euro nei quartieri più disagiati della città, proprio dove la criminalità trova il suo humus preferito…”.





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