“A Foggia bande di gangster si spartiscono il territorio”. E Di Gioia chiede al Governo più militari

Il deputato Lello Di Gioia, protagonista della cronaca nelle ultime settimane, interviene sull’emergenza criminalità in Capitanata e lo fa presentando un’interrogazione parlamentare al ministero dell’Interno e a quello della Difesa.. “In provincia di Foggia ogni settimana esplodono ordigni – dichiara -, le estorsioni sono all’ordine del giorno e la città vanta il triste primato del minor numero di occupati secondo dati Eurostat”. Di Gioia chiede nuovamente al Governo il potenziamento di forze dell’ordine sul territorio per ristabilire legalità e “realizzare lo sviluppo economico-sociale e culturale che i cittadini attendono da tempo”.

“Corto circuito sociale”

Lello Di Gioia
Al telefono, Lello Di Gioia

“Una strategia criminale tesa a porre sotto il proprio controllo il territorio e le sue attività commerciali a scopo estorsivo. È la preoccupante escalation di attentati nei confronti di esercizi commerciali e degli esercenti nella città di Foggia e nella sua provincia, cui stiamo assistendo negli ultimi mesi. Un territorio dove la criminalità e la microcriminalità è diffusa e radicata, in cui omicidi, bombe ed estorsioni sono all’ordine del giorno. A ciò si accompagna un clima di intimidazione anche nei confronti di amministratori locali che si oppongono con la loro azione al tentativo di controllo criminale del territorio. Gli stessi amministratori hanno richiesto più volte una maggiore attenzione da parte del Governo e del ministero dell’Interno sulla gravità della situazione venutasi a determinare nei territori da loro amministrati.

Esemplare è il grido di allarme lanciato dallo stesso questore della città di Foggia, Piernicola Silvis che, in più di un’occasione, ha denunciato pubblicamente la particolarità e la pericolosità della criminalità organizzata sul territorio foggiano: minacce, incendi, invii di proiettili, lettere anonime destinate a gli amministratori locali. In una recente audizione alla Camera, nel giugno 2014, il questore ebbe modo di spiegare come Foggia fosse una città dove l’illegalità diffusa è ovunque, dove la microcriminalità e l’estorsione sono pratica comune, e dove “vi è una associazione criminale chiamata “la Società” che è una vera e propria associazione per delinquere di stampo mafioso ex 416-bis; un territorio dove tre, quattro, bande di gangster si spartiscono il territorio e ogni tanto vanno in conflitto, si sparano e si ammazzano, e dove è assente ancora una associazione antiracket (poi costituita e intitolata a Giovanni Panunzio, ndr)”. Ogni giorno le forze dell’ordine assicurano soggetti criminali alla giustizia, pur tuttavia appare del tutto evidente la sproporzione di forze in campo atte a prevenire l’aumento di episodi criminali sul territorio. Se colleghiamo ciò alla situazione economica e sociale della provincia di Foggia, che vanta il triste primato del minor numero di occupati (37,2 per cento) in una Regione al decimo posto in Europa per numero di disoccupati (dati Eurostat 2014), possiamo facilmente comprendere quale possibile “corto circuito” sociale abbiamo davanti e quanto risulti necessario intervenire immediatamente contro un sistema criminale e mafioso che si è fortemente radicato, attraverso minacce e terrore, su tutto il territorio”.

La richiesta

“Torno a chiedere al ministero dell’Interno e della Difesa – conclude il deputato -, come si intende intervenire per contrastare efficacemente la criminalità organizzata e la microcriminalità nella provincia di Foggia, sino a prevedere, come avevo già richiesto, l’utilizzo e la presenza dell’esercito, affinché si possa ristabilire legalità e normalità che rappresentano la condizione preliminare e indispensabile per realizzare lo sviluppo economico, sociale e culturale che il territorio sta aspettando da troppo tempo”. 





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