Mai più aziende dannose sul territorio di Manfredonia. Il patto di Riccardi con gli ambientalisti

Si è tenuto ieri mattina, su invito del sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi, un incontro a Palazzo San Domenico, con le associazioni ambientaliste, sulla paventata ipotesi di un insediamento Energas nel territorio sipontino. Hanno risposto presente WWF, Legambiente Nautilus e FAI.
Il dialogo è stato serrato e franco, convergendo da subito su quella che è una salda linea comune: l’impegno reciproco per non consentire mai più attività produttive che possano mettere a rischio l’incolumità delle persone. Le associazioni hanno convenuto e sottolineato come in questa fase non ci sia alcun impianto in costruzione e Riccardi, dal canto suo, ha confermato che non esiste alcun rilascio di autorizzazione a costruire da parte del Comune.
Scarsa o, peggio ancora, tendenziosa è stata definita l’informazione data sin qui sull’argomento, “ragione per cui – fanno sapere dall’amministrazione – si rende necessaria una maggiore condivisione e veicolazione delle notizie per far sì che ognuno possa farsi una propria idea, non per sentito dire ma con la necessaria cognizione di causa”.
La proposta avanzata da Riccardi ha trovato il consenso delle associazioni presenti: “Costituzione di un apposito comitato di tecnici esperti e rappresentanti competenti delle associazioni ambientaliste più rappresentative, che si incarichi di analizzare, scientificamente ed acriticamente, quali potrebbero essere i rischi per la nostra salute di un simile insediamento e quali gli eventuali vantaggi che ne riceverebbe la popolazione”.
“L’ho detto e lo ripeto ancora una volta, in particolar modo a chi prova a gonfiare il petto ma ha la memoria corta e ha dimenticato come abbiamo scongiurato il progetto che riguardava l’eolico nel nostro mare: l’amministrazione comunale agisce nella piena tutela dell’ambiente e della salute della collettività. Nel caso in cui – conclude Riccardi – da questo lavoro di indagine partecipata, attraverso il comitato, dovesse risultare pericoloso l’impianto in questione, non solo non lo consentiremo ma ci opporremo con tutti i mezzi di cui disponiamo. Nulla resterebbe intentato e, se fosse necessario, ricorreremmo anche ad una consultazione popolare. Non fasciamoci la testa, però, e non balziamo a conclusioni affrettate, in una o nell’altra direzione. Non abbassiamo la guardia. Non facciamoci strumentalizzare”.