Xylella, Puglia contro la decisione della Francia di bloccare le importazioni. “Intervenga il governo”

Il ministro francese dell’Agricoltura  conferma lo stop alle importazioni dalla Puglia dei vegetali a rischio Xylella. “In attesa dell’attuazione di un dispositivo europeo – si legge in una nota – il ministero ha deciso di prendere misure nazionali. Un decreto è già stato firmato e sabato verrà pubblicato”. La Xylella è un batterio patogeno che attacca gli ulivi e altre piante da frutto. “Consapevole dell’importante rischio di introduzione di questo pericolo sanitario dalle conseguenze economiche molto pesanti per le filiere vegetali francesi e vista la prossimità di alcune regione come la Corsica ai ceppi italiani, il ministro dell’Agricoltura ha chiesto già dal 16 gennaio misure europee”, si legge in una nota diffusa a Parigi. “Questo divieto – si precisa a Parigi – riguarda gli scambi intra-europei dalla regione delle Puglie e le importazioni provenienti da zone infette di Paesi terzi coinvolti”. A questo, prosegue il ministro Le Foll, si “aggiungerà un rafforzamento del piano di controllo e di sorveglianza sull’insieme del territorio nazionale”.

Le reazioni

Dopo il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, arriva la presa di posizione netta della politica pugliese. “Apprezzo le dichiarazioni del ministro Martina, il suo intervento nei confronti del collega francese e la sua disponibilità a venire in Puglia – ha dichiarato Onofrio Introna, presidente del Consiglio regionale -, sul fronte della battaglia contro la xylella, ma ritengo che intanto il Governo italiano debba prontamente ricorrere in sede UE, con la massima determinazione, contro il blocco delle importazioni di vegetali dalla Puglia, deciso unilateralmente in Francia”. Introna ha inoltre sollecitato l’attivazione degli organi comunitari davanti alla “più che mai sospetta iniziativa francese”. “È una scena già vista: il sacro egoismo dei cugini d’oltralpe emargina la nostra regione per nascondere innanzitutto che la xylella è già presente da loro da anni”. Per Introna, la dichiarazione di guerra alle produzioni pugliesi è chiaramente strumentale e per diverse ragioni. “Con l’alibi della patologia degli ulivi, estende agli ortaggi un contagio che non c’è. Lo fa per mettere sotto attacco contemporaneamente tutti i nostri prodotti agricoli, a ridosso della commercializzazione della frutta tipica di pregio. Allo stesso tempo aggredisce l’intero made in Puglia agroalimentare e perfino il turismo, indicando di fatto l’area pugliese come appestata da questo sinistro batterio”.

È all’opera la potente lobby degli agricoltori francesi, “ancora più forte di quella dei viticoltori transalpini, già entrati in azione contro il nostro vino. A parole tutti sono europeisti a Parigi, ma alla prova dei fatti, dall’ultimo agricoltore alle autorità più importanti manifestano in Francia un sovrano disprezzo per la solidarietà comunitaria”, fa notare il presidente del Consiglio regionale pugliese, che auspica l’intervento immediato di Palazzo Chigi. “Contro questa arrogante dimostrazione di egoismo nazionale devono subito intervenire i veri corresponsabili di questa pagina di cattivo europeismo: il Governo italiano e l’Europa, sordi finora – dichiara Introna – alle richieste d’aiuto che arrivavano dalla Puglia, dalle organizzazioni agricole, dai produttori”.
La stessa Francia, dove l’infezione della xylella è attiva da tempo, non ha subito invece nessun embargo ed ora ripaga con il consueto sciovinismo la solidarietà ricevuta dagli altri Paesi europei. Il 20 e 21 aprile l’emergenza Xylella sarà al centro di una seduta straordinaria del Consiglio regionale e annuncia che in quell’occasione inviterà a Bari rappresentanti dell’EFSA, l’ente per la sicurezza fitosanitaria in Europa, per assicurare alla riunione e alle strategie un contributo scientifico ancora più approfondito.

Sul punto è intervenuta anche l’europarlamentare pugliese Elena Gentile, che proprio nei giorni scorsi ha lavorato sul tema a Bruxelles: “La Francia ha deciso di chiudere le sue frontiere alle produzioni vegetali provenienti dalla Puglia per impedire che specie infette possano introdursi sul suo territorio. Scelta unilaterale che viola il principio del libero scambio e che, paradossalmente potrebbe indurre altri stati membri ad assumere la stessa identica decisione sottovalutando anche il rischio di incorrere in una delle fattispecie di infrazione comunitaria”. “Sia dunque la Commissione europea a valutare tempestivamente e con equilibrio le determinazioni da assumere alla luce anche della necessaria rivisitazione della legislazione comunitaria in materia fitosanitaria – precisa – che ha limitato a due sole specie il divieto di importazione dai paesi terzi lasciando praticamente aperte le porte ad un numero decisamente superiore di specie vegetali altrettanto pericolose perché potenziali portatrici del batterio”. “Nelle settimane precedenti – continua Gentile – insieme ai parlamentari Paolucci e De Castro abbiamo ripetutamente sollecitato il Commissario delegato ad affrontare in particolare due nodi rilevanti che riguardano la necessità di promuovere la ricerca anche a livello internazionale per l’individuazione di strumenti efficaci per la prevenzione e l’eradicazione del batterio e sulla necessità di intervenire sui costi elevatissimi che i produttori agricoli dovranno sostenere. Le ricadute sulla economia pugliese sono evidentemente drammatiche – conclude – non solo per il settore agricolo e vivaistico ma anche per quello turistico che ha generato, proprio nel Salento importanti risultati dal punto di vista occupazionale. E’ mia intenzione coinvolgere il commissario alle politiche per il lavoro. La preoccupazione per le ricadute negative in termini occupazionali non possono essere escluse dalla valutazione complessiva sulle decisioni da assumere”.