Asl di Foggia, Manfrini verso la proroga. Damone accusa, l’ingegnere si difende: “Resto a malincuore”

“La Giunta regionale rinvia la nomina del Commissario dell’Asl di Foggia probabilmente per non scontentare l’ex assessore alla sanità (Elena Gentile, NdR)”. A dichiararlo è il consigliere regionale Cecchino Damone. “Il giudizio che i cittadini della Capitanata esprimono sulla gestione dell’Asl è assolutamente negativa e la mancata nomina contribuisce a ritenere Foggia come una appendice della Regione con l’aggravio che l’intero management si sta attivando per un dipendente che sarà candidato alla prossima competizione regionale. L’interrogazione presentata dal sottoscritto sulle notevoli criticità dell’Azienda di Foggia è rimasta senza riscontro nonostante le tante incongruenze denunciate. Il tentativo di prorogare sino al 31 dicembre 2015 l’incarico all’attuale direttore così come intende l’ex assessore alla Sanità, non può trovare accoglimento, in quanto il contratto scade il 2 aprile e lo stesso direttore è ormai settantenne. L’Azienda foggiana ha urgente bisogno di una guida sicura che abbia come scopo principale la riorganizzazione totale di tutti servizi ospedalieri e territoriali. Si deve liberare dalle secche in cui si è arenata oggi l’Azienda a

Manfrini, Gentile e Pippo Liscio (alle spalle del parroco)
Manfrini, Gentile e Pippo Liscio (alle spalle del parroco)

struttura mirata a tutelare e salvaguardare la salute dei cittadini. È superfluo in questa sede – continua – reiterare le incongruità contenute nella interrogazione citata dallo scrivente, perché la Giunta deve e lo ribadisco, nominare il Commissario straordinario. Il presidente Vendola non può rimanere insensibile di fronte ad una scadenza contrattuale in forza della sua cultura gestionale, non può non nominare il commissario. È una urgenza indilazionabile perché la gestione dell’attuale direzione ha mortificato le cliniche private che da circa quattro mesi non erogano gli stipendi dovuti ai dipendenti di quelle strutture che rischiano concretamente il licenziamento. L’assessore Donato Pentassuglia consapevole di questa condizione delle strutture private ha affrontato con decisione la questione e sta tentando di porre rimedio al disagio dei lavoratori di quel comparto. Non intendo reiterare polemiche, ma mi preme sottolineare che la nomina del Commissario è obbligatoria, ed in questo caso non può essere assolutamente prorogato perché i ritardi gravano pesantemente sull’intero settore dell’assistenza ai cittadini .Le vecchie logiche, i sistemi protettivi di situazioni non chiare, le condizioni gestionali mirate, nonché il disordine che regna sovrano, devono essere assolutamente superate per offrire una sanità normale e organizzata in favore di tutta la gente e non solo di qualcuno”. Il direttore generale dell’Asl dichiara di essere “stanco delle polemiche”: “Per fortuna resterò qui solo per poco tempo, e per la verità non m’importa per quanto – afferma a l’Immediato -. È diventato stucchevole ascoltare le polemiche, come l’ultima per l’inaugurazione della struttura di Torremaggiore, alla quale ha partecipato Pippo Liscio che ha seguito i lavori. Lo stesso vale per le assunzioni in Sanitaservice: non si possono confondere i piani, per questo sono irritato per lo scenario che si è configurato”. Peraltro, candidato nella stessa lista di sostegno al candidato presidente Michele Emiliano in cui figura Liscio, c’è proprio il figlio di Damone, Luigi