Sfilata di politici all’Asl, la grana dei corsi Oss. Un centinaio di persone escluse a Foggia

La politica deve rimanere fuori dalla sanità. Ne è convinto Michele Emiliano, candidato governatore della Regione Puglia. Prima di lui, la stessa frase era stata pronunciata da molti altri. In realtà, in queste settimane di campagna elettorale il viavai di consiglieri regionali nelle Asl e Policlinici pugliesi continua ad essere frenetico.
A Foggia, “patria” provvisoria dell’ex sindaco di Bari, la questione da dirimere è la riqualificazione degli Oss (Operatori socio sanitari), forse l’ultima frontiera politica nella sanità pugliese falciata dal blocco delle assunzioni e del turnover. Così, il personale ausiliario, spesso destinato al bisogno dagli uffici amministrativi e dei magazzini, sino alle pulizie, diventa un tema sul quale si può far ruotare il consenso.

Michele Emiliano
Michele Emiliano

Del resto, esempi di questo tipo già si sono visti a livello territoriale, con i corsi di formazione – spesso non riconosciuti -, per i quali si arrivava a sborsare oltre 2mila euro. Prima del provvedimento voluto dall’ex assessore alla Sanità Elena Gentile, che ha fatto partire i “corsi ufficiali” per un migliaio di persone in tutta la regione. Apriti cielo. La corsa è stata pazzesca, con accuse politiche di ogni genere, presto estese alla “riqualificazione” del personale già in servizio, che coinvolge circa 3mila persone.
Penalizzazioni, esclusioni e promozioni sono alla base delle rivendicazioni in via Capruzzi. Prima di arrivare direttamente nei corridoi delle aziende sanitarie.
Proprio ieri a Piazza della Libertà si sono visti il vendoliano Pino Lonigro ed il manfredoniano piddino Franco Ognissanti, presidente della V commissione (Politiche comunitarie, lavoro e formazione professionale). Qualche tempo prima è toccato ad un’altra verdoliana della seconda ora, Anna Nuzziello.
La questione sul banco, come confermato dal direttore generale Attilio Manfrini, è stata l’esclusione di un centinaio di operatori dal percorso voluto dalla Regione Puglia. “L’avviso riguardava il personale che presta servizi alla persona – commenta a l’Immediato il dg -, non i dipendenti che di fatto svolgono ruoli amministrativi, dai coadiutori ai magazzinieri. A non essere tenute in considerazione sono state le autocertificazioni non veritiere”.
L’Asl di Foggia, peraltro, è capofila del processo che riguarda anche la società in house Sanitaservice e gli Ospedali Riuniti. “Molti sono stati esclusi – precisa Manfrini -, ma la battaglia politica non dovrebbe essere fatta su questi ‘probemi’, ma sulle risorse disponibili che devono essere spese”.
Se il socialista foggiano Lonigro smentisce l’interesse, pur essendo presente nella sede dell’azienda sanitaria territoriale – (“Non ne so assolutamente nulla. Cosa sono gli Oss? Gli ausiliari del personale? Non conosco affatto la questione…), Ognissanti conferma gli incontri. “Ero lì per vedere alcune cose con l’organismo – spiega -, l’esclusione delle autocertificazioni è solo una parte del problema, visto che subentreranno gli altri aventi diritto. La questione vera è che ci sono delle risorse che devono essere impegnate e spese entro novembre 2015. Non possiamo perdere questa occasione, e se c’è qualcosa da sistemare bisogna farlo, secondo il principio del diritto, per chi ce l’ha. Negli ultimi tempi – conclude – si è operato troppo frettolosamente, rischiando così di compromettere la necessità di spesa e, soprattutto, di non dare risposte adeguate all’utenza”.