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Home - Giorgione time, il candidato di Realtà Italia si presenta: “Se vado in Regione farò piangere molti dg dell’Asl”

Giorgione time, il candidato di Realtà Italia si presenta: “Se vado in Regione farò piangere molti dg dell’Asl”

Di Paola Lucino
19 Marzo 2015
in Politica
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C’è una lettera per Luigi Giorgione, detto Gino. Gliela invia Michele Emiliano. A Bari ieri c’era mezzo governo, come comunica il candidato presidente in viva voce dal cellulare, dunque impossibile raggiungerlo nel giorno in cui si presenta in una delle liste che lo sostengono. La sala, quella del centro Formedil, riunisce la sanità della Uil, qualcuno della Cisl, mai platea fu tanto affollata di amici e sostenitori esterni ai circuiti della politica. 

Lui si richiama un po’ a Landini: “Nel momento in cui dice che serve una coalizione sociale ho avuto il coraggio di candidarmi alle regionali per avere un riferimento politico nella sopravvivenza del sindacato”. Emiliano nella lettera si complimenta  “per la dedizione, la capacità di partecipare ai problemi della gente…” continuando con un cruccio: “I sondaggi ci danno vincenti, ma la crisi e gli scandali dicono che i cittadini sono disincantati, a noi il compito di essere credibili”.

Il simbolo ‘Popolari con Emiliano’

foto 4-7Il gruppo politico della serata sta tutto sul palco: Giacomo Olivieri, presidente di Realtà Italia, non ha dubbi, “fra gli 8 candidati porteremo in regione Gino”, Angelo Sanza rappresenta il Centro democratico che ora si riunifica con l’Udc. Il simbolo, un cuore con le tre sigle e il logo ‘Popolari con Emiliano’, verrà presentato in questi giorni, forse oggi stesso. Se si candidi il deputato Angelo Cera o suo figlio Napoleone è argomento di cui ancora si discute, l’operazione in atto è quella di portare il suo gruppo- che alle scorse europee era unito con Ncd- nel centrosinistra.  L’altro nome foggiano dovrebbe essere quello di Anna Rita Palmieri. 

Oronzo Orlando, ex capogruppo di An in Regione quando Tommy Attanasio era consigliere, presenta l’amico, oggi guida di Realtà Italia fra gli stessi banchi. “La nuova frontiera che conta non è destra, sinistra, centro, anzi il centrismo  è qualcosa di stantìo, la credibilità è la storia personale, il senso di appartenenza a un gruppo. Vorrei leggi regionali meno lunghe, sono poemi, e uomini politici con buon senso”. Lui, barese, lo dice chiaramente: “Serve gente che in Regione punti i piedi altrimenti il Gino Lisa, per esempio, non lo avremo mai”.

“Indifferenza” su Don Uva e Casa di cura a Vieste 

foto 3-11Il candidato non se lo fa ripetere due volte. “Se andrò in Regione Emiliano deve sapere che rappresento prima di tutto Foggia e la Capitanata, e per questo passo ci ho messo la faccia dal 13 novembre, prima delle primarie quando già sostenevo il candidato attuale”. Arrivasse tra quegli scanni ne avrebbe per tutti: “Ma non sapete quante volte ho scritto ai direttori generali, quante istanze, quanti ricorsi, ma non mi rispondono, se ne infischiano, fanno i cavoli loro. Se vado io li faccio piangere”. 

E’ pragmatico il sindacalista: “Non mi sento il salvatore della patria, sono abituato a dare risposte in tempi brevi, nel mio dna c’è lo stare in mezzo alla gente. Sul Don Uva chiediamo un tavolo per difendere migliaia di lavoratori e un servizio con 100 anni di storia alternativa a quello pubblico, e se ne fregano.” Casa di cura chiusa a Vieste, “nessuna interrogazione dei consiglieri  a parte comunicati di solidarietà”, personale che manca nelle Asl e negli ospedali, infermieri “imboscati nelle stanze dei bottoni, lavoratori alle casse ticket  dipendenti di ditte esternalizzate che rischiano il posto, ma a nessuno importa”. 

foto 2-14Se la prende con le nomine di direttori che vengono da altre regioni e che non “conoscono il territorio”. Non risparmia qualche bordata a Vendola “che ho spesso contestato” e al pd “che ha la lista bloccata su due candidati”, ergo è andato altrove. Il pubblico lo omaggia di tanti applausi,  maxi-manifesti non ne farà: “Nessuna gigantografia, è uno sperpero di 6mila euro”. Alla musica ci ha già pensato perché in sala si sente il suo inno elettorale. 

Tags: FoggiaFormedilLuigi GiorgioneMichele EmilianoRealtà ItaliaRegionali 2015
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