Rosa Cicolella respinge le polemiche: “Tentativo pretestuoso da parte di chi è da sempre poco attiva”

Arrivano le precisazioni dopo il comunicato di Titti Augelli sulla presunta incompatibilità di Rosa Cicolella nel ruolo di presidente della Commissione di Garanzia Regionale del Pd.
“I componenti possono essere eletti segretari di Circolo, figuriamoci se non possono essere componenti della Direzione cittadina o provinciale di un Circolo o un’Unione.
A chiarirlo la Commissione di Garanzia Nazionale esprimendosi sulle incompatibilità previste dallo Statuto del PD con questo deliberato:
Incompatibilità Garanti La Commissione nazionale di Garanzia, – visto l’art. 40.4 dello Statuto nazionale (L’incarico di componente di una delle Commissioni di garanzia è incompatibile con l’appartenenza a qualunque altro organo del Partito Democratico…);
– visto l’art. 14 dello stesso Statuto che definisce i Circoli “unità organizzative di base” rimandando agli Statuti regionali la loro disciplina; – vista la diffusione dei Circoli sull’intero territorio nazionale; – considerato che per divenire “garante” occorre comunque essere iscritti ad un Circolo; – considerato che il caso esaminato attiene all’interpretazione di disposizioni per le quali è necessario garantire un’applicazione uniforme a livello nazionale; ritiene che l’incarico di componente di una qualsiasi Commissione di Garanzia non sia incompatibile con quello di Coordinatore o membro del Direttivo di un Circolo,salvo diverse disposizioni dei rispettivi statuti regionali.
“Le incompatibilità che mi riguardano in quanto presidente della Commissione di Garanzia Regionale, dunque, sono di due fattispecie: l’impossibilità di partecipare alla discussione e alla decisione sui ricorsi che riguardano il mio Circolo di appartenenza; l’impossibilità di esprimere il voto nell’organismo di pari livello.
Lo dimostra il fatto che sia componente per funzione della Direzione regionale, dunque senza diritto di voto.
Quello di Titti Augelli, assai silente e molto poco attiva in tutti questi anni, mi appare come un tentativo pretestuoso di invalidare la legittima discussione politica sulle candidature alle prossime regionali sviluppatasi nella Direzione cittadina di Foggia. Organismo a cui appartengo ed a cui partecipo fin dalla sua costituzione.
Tentativo, peraltro, scomposto e inutile, giacché la lista dei candidati del PD sarà votata dalla Direzione regionale, che potrà o meno accogliere la proposta della Direzione provinciale, che sarà composta anche sulla base dell’indicazione politica della Direzione cittadina di Foggia.
Lo sconcerto che provo per la dichiarazione di Titti Augelli, accondiscendente strumento di altri e per altri interessi, non mi condurrà fino al punto di ingaggiare con lei una polemica personale; ma non posso tacere il mio rammarico per l’evidente scelta di parte e di natura propagandistica compiuta da chi è componente di un organismo di garanzia e dovrebbe conoscere approfonditamente le regole di cui invoca il rispetto.
Le incompatibilità che ledono i diritti degli iscritti al PD e le violazioni politiche ed istituzionali al nostro codice etico sono ben altre e andrebbero sanate applicando senso di responsabilità e lealtà politica.
Chi sceglie di assecondare sempre e solo i propri interessi e le proprie ambizioni sempre più difficilmente potrà trovare posto nel Partito Democratico, nonostante abbia ottenuto garanzie e indicato garanti”.


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