Foggia guarda a Bruxelles con LabDem. Marasco&Co agganciano Pittella e ufficializzano Piemontese

Carriero, Marasco, Rauseo e Piemontese

“LabDem a Foggia nasce per non disperdere i risultati raggiunti sinora e per portare a Foggia le risorse dell’Europa con progetti credibili”. Così esordisce il coordinatore cittadino del nuovo “contenitore di idee” del Pd, Augusto Marasco, per presentare l’iniziativa che punta ad “avvicinare i cittadini alla politica e all’iscrizione al partito”. Sullo sfondo, le Regionali 2015 ed il “sostegno all’uomo che rappresenta al meglio la necessità di restituire la forza di governo al Pd, e nessuno meglio del segretario provinciale Raffaele Piemontese può essere espressione di questo obiettivo”. In via Matteotti c’era il gruppo di riferimento dell’architetto foggiano alle ultime Comunali, con il segretario cittadino Mariano Rauseo, l’ex assessore al Bilancio Rocco Lisi ed il consigliere comunale Alfonso De Pellegrino. “Ci siamo lasciati alle spalle le lacerazioni all’interno del partito – ha commentato Piemontese -, adesso abbiamo un approccio collegiale con la parte più cospicua del partito provinciale e stiamo provando ad avvicinare altri mondi vitali per rafforzarci ancora”. 

“Europa” la parola d’ordine per Foggia

presentazione LabDem FoggiaNon sono lontani i fallimenti dell’Area Vasta e del “Patto dei sindaci“, i due tentativi più importanti per “avvicinare” i territori a Bruxelles. “Pianificare dal basso” è stato il claim tradito nel recente passato. “Bisogna ripartire proprio da qui – commenta Marasco -, dall’immenso lavoro di progettazione che è stato fatto in questi anni, poi arenatosi nelle logiche della Regione Puglia. Questo sforzo va recuperato. Molti di quei progetti sono in piedi, ed alcuni sono fortemente innovativi e di respiro davvero europeo, come il treno-tram, per il quale è già stato approntato lo snodo intermodale in piazza Vittorio Veneto. Ma non possiamo permetterci di gestirlo senza una concertazione con l’azienda dei trasporti se non vogliamo creare confusione in uno dei progetti determinanti per il nostro territorio”. Promette di cercare, attraverso gli europarlamentari di riferimento – a cominciare da Gianni Pittella – un “contatto diretto con l’Europa”. Non è un caso che ad inaugurare il nuovo “incubatore politico” ci fosse il coordinatore nazionale di LabDem, Mino Carriero: “Foggia è il nuovo tassello, strategico, in un percorso che tiene dentro anche la provincia con Salvatore Mangiacotti a San Giovanni Rotondo e Mara Monopoli a Cerignola”.

Il “Piano per il Sud”, così riparte l’Italia

PubblicoMichele Emiliano in Puglia, Vincenzo De Luca in Campania e Mario Oliverio in Calabria. È questo lo scacchiere di riferimento per rilanciare una corrente “non antagonista” – ma meridionalista – del Pd. Nella regione guidata ancora per poco da Nichi Vendola le proposte verranno canalizzate nelle “Sagre del programma” dell’ex sindaco di Bari, a Foggia così come nelle altre province. “Questa città ha bisogno di respirare l’aria d’Europa – ha spiegato Carriero -, e ripartire con un progetto importante. L’apertura al mondo laico, socialista può essere un primo passo per un percorso di rilievo a livello regionale e nazionale. LabDem ha dimostrato di essere più attrattivo di un partito, perché parla alla gente e propone questioni sensibili. E punta a raggiungere tre obiettivi fondamentali: una maggiore attenzione al Mezzogiorno, visto che al momento non ci sono grandi rappresentanti nazionali capaci di valorizzare il tema; un forte radicamento sui territori e, infine, un atteggiamento europeista per intercettare al meglio le risorse disponibili”. I 300 miliardi messi sul piatto dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker sono il presupposto per creare un “Piano per il Sud”: “A Napoli ci sarà la prima assemblea nazionale dove verranno nominati i nuovi dirigenti e verrà lanciato il ‘piano’ – conclude il coordinatore di LabDeb -. Presenteremo le personalità del partito che hanno deciso di stare insieme perché la pensano allo stesso modo, ragionano per macro-regioni, e non si limitano a coltivare l’orticello. L’Europa è la grande opportunità per far ripartire l’Italia, che non si risolleverà mai senza la spinta propulsiva del Mezzogiorno”.

 

 





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