Clemente su Rauseo: “È andato in tilt”. Regionali, passo indietro di Ognissanti. Via libera a Paolo Campo?

Polemica Pd, Sergio Clemente, in campagna elettorale verso le Regionali già da un pezzo, non si scompone: “Sono in giro tutti i giorni per la provincia, per questo mi dimetto da capogruppo, non capisco quest’uscita di Rauseo, è andato in tilt”.

Sergio Clemente

È bufera nel Pd sulle dimissioni da capogruppo di Sergio Clemente. “Spiace apprendere – commentano dalla segreteria guidata da Mariano Rauseo – che il consigliere Sergio Clemente abbia scelto di affidare alla stampa la notizia delle sue dimissioni di capogruppo dal momento che gli organi competenti non ne sono stati minimamente informati. Non lo è stato il gruppo consiliare, che il capogruppo aveva il dovere di riunire al fine di comunicare l’intendimento che andava maturando; non lo è stata la segreteria cittadina, alla quale il consigliere avrebbe dovuto rivolgersi, se non altro per garbo istituzionale, essendo questo l’organo deputato a tali tipi di processi interni al partito”.

Clemente: “Mi dimetto, dopo esito positivo alle Regionali”

Mariano Rauseo
Mariano Rauseo

Ma l’ex capogruppo di minoranza, in campagna elettorale verso le Regionali già da un pezzo, contattato da l’Immediato non si scompone: “Sono in giro tutti i giorni per la provincia, per questo mi dimetto da capogruppo, non capisco quest’uscita di Rauseo, è andato in tilt. Io devo comunicare al gruppo come devo muovermi, dov’è scritta la procedura della comunicazione al partito? Avevo chiesto per oggi pomeriggio la convocazione del gruppo ma lo stesso segretario cittadino mi hanno detto che non era possibile”.

Il doppio incarico

Raffaele Piemontese
Raffaele Piemontese

La questione del doppio incarico (Comune e Regione) di Clemente agita da tempo le acque di un partito che deve fare i conti con le liste per le regionali del Pd e che, su Foggia, vede schierati il consigliere in questione e il segretario provinciale Raffaele Piemontese, con qualche altro nome che si va definendo. Un confronto non da poco. 

Rauseo contesta le “dimissioni parziali” e fa appello allo statuto del partito: “Non si tratta, infatti, di una mera questione etica, svolgere più ruoli contemporaneamente rischia di non permettere l’adempimento pieno ed esclusivo di un preciso mandato elettorale. Da qui il nostro invito, più volte fatto pervenire al consigliere-capogruppo di compiere una scelta”. Intanto Clemente scorre un po’ di nomi: “Ce ne sono almeno tre o quattro che hanno questo doppio incarico”.

Clemente e le preferenze

Il consigliere più suffragato del centrosinistra alle scorse elezioni comunali con 1200 preferenze, 6mila voti alle Regionali del 2010 in cui risultò primo dei non eletti subentrando nel consiglio barese dopo l’approdo a Bruxelles di Elena Gentile, questa volta è partito prima: “Nel 2010 fui messo in lista all’ultimo momento, questa volta faremo molto meglio, io devo dar conto ai miei elettori – dice tornando a parlare del Comune di Foggia – in base allo statuto non si può far parte di due assemblee elettive, fra due mesi mi dimetto da consigliere se venissi eletto a Bari, il mio è un gesto elegante, qui nessuno conosce l’istituto delle dimissioni in nessun modo, metto a disposizione il mio incarico da capogruppo”.

Sulla “vicinanza ad Elena Gentile” che il partito gli attribuisce glissa: “Mah, sono vicino al partito”. Accusato di “sgarbo e scorrettezza istituzionale”, sbotta: “Il partito deve farsi i fatti suoi. Forse sanno che ad ogni elezione prendo sempre molti voti”. Se si dimettesse in consiglio comunale oggi scatterebbe il primo dei non eletti Italo Pontone che con la segreteria cittadina ha certamente più sintonia.

Ognissanti fa un passo indietro

Campo
Paolo Campo

La madre di tutte le battaglie nel Pd, lo scontro Campo-Ognissanti per la candidatura alle Regionali di Manfredonia è risolta. Il consigliere uscente rinuncia al terzo mandato “per rinnovare la rappresentanza della nostra città e del nostro territorio”. Spazio a Paolo Campo? L’ex sindaco della città del golfo non è mai nominato, la precisazione del suo rivale – che riprende anche il discorso sulle primarie del trionfatore Riccardi a favore del primo cittadino – spiega che “sarà al fianco del candidato che individueremo, con la lealtà e la responsabilità che hanno sempre caratterizzato il mio impegno in politica e la volontà di contribuire all’ennesima vittoria elettorale”. Dunque nessun sostegno al gruppo dei Sel e di Angelillis (assessore sipontino), cui pure il consigliere provinciale è vicino.

Avrebbe potuto, volendo, entrare in una civica di Emiliano ma “la valorizzazione delle esperienze civiche non può degenerare nella costruzione di contenitori per risolvere eventuali conflitti interni al Pd”. Segue l’invito al segretario regionale a “prestare massima attenzione a questo tema con l’obiettivo di valorizzare le energie del partito che guida e rappresenta, che altrimenti potrebbero essere mortificate al pari della nostra capacità e volontà di guida della coalizione e, in caso di vittoria, del governo regionale”. Un monito non isolato nella selva di forze e di personalità che lo affiancano. Ora resta da capire cosa farà da grande Ognissanti.