Asl di Foggia, i medici dichiarano guerra a Manfrini: “Non rispetta le leggi”

Benvenuto, Correra e Giorgione

“Non faccia un passo senza coinvolgerci”. Non usano mezzi termini i sindacati dei medici contro le decisioni degli ultimi mesi del direttore generale dell’Asl di Foggia, Attilio Manfrini. Nella conferenza stampa di ieri avrebbero voluto fare un “bilancio della sanità senza polemiche”, ma alla fine il quadro emerso è la rottura definitiva di ogni rapporto. Anche perché, finora, non lo hanno mai visto il dg, visto che ai tavoli si è presentato sempre “l’interlocutore sbagliato, il direttore sanitario o l’amministrativo”. L’ultimo incontro risale alla metà di ottobre e – “nonostante le ripetute richieste e le promesse di un aggiornamento a novembre 2014” – non c’è stata più occasione per confrontarsi.

L’ultimo capitolo dello scontro si chiama “atto aziendale”, il documento strategico più delicato dell’azienda, una sorta di piano industriale che disegna lo scenario della politica sanitaria sul territorio nel futuro. “Con un colpo di mano il direttore generale voleva farlo passare senza ascoltare nessuno – afferma Massimo Correra di Anaao -, non potevamo non contrastare una mossa del genere, arrivata peraltro a pochi mesi dalla scadenza del mandato”.

A sostenere le ragioni sindacali, la Uil Medici di Luigi Giorgione, l’ex assessore comunale e medico Asl Angelo Benvenuto, e le sigle Fassid Simet, Sivemp Fvm e Cimo. Gli stessi che si sono sentiti “offesi” per un intervento del consigliere regionale foggiano Francesco Damone che gli ha accusati di essere “i veri responsabili delle liste d’attesa”. “È incredibile essere ritenuti responsabili dell’attuale stato della sanità – spiegano -, mentre dovremmo per lo meno essere ringraziati. Questi politici dovrebbero sapere che solo all’Asl di Foggia il personale medico – a parità di servizi – è passato dalle 900 unità del 2007 alle circa 700 attuali. Sono questi gli effetti del piano di rientro che non verranno superati dal nuovo piano operativo”.

Antonio Contillo
Antonio Contillo

Poi accusano sul “ritorno dell’ingerenza della politica nelle scelte sanitarie”: “Il direttore generale, demolendo l’organizzazione dell’azienda cominciando dai distretti a vantaggio delle direzioni strategiche ha di fatto riconsegnato l’azienda alla politica”. Stessa situazione agli Ospedali Riuniti, come riferito da Antonio Contillo: “I capi, per regolamento possono, stare in carica 3 anni non rinnovabili, eppure sono in prorogatio dal 2008. Del resto non ci si può stupire della situazione vista la lunghissima proroga al commissario straordinario Tommaso Moretti“.  A Piazza della Libertà rimpiangono addirittura il periodo precedente, quello del manager Ruggiero Castrignanò, quando a piazza della libertà avevano messo le tende Guardia di finanza e Carabinieri per la stagione delle indagini e degli arresti.

“Adesso si assumono centralinisti per il contact center ma non si assumono medici – chiosa Correra -, e si fanno delibere ridicole sulla dotazione organica, bocciate persino dalla regione. C’è stato uno sbilanciamento assurdo delle decisioni a favore di qualcuno ed in danno a qualcun altro”. Giorgione cita il caso emblematico dei servizio trasfusionale al “Tatarella” di Cerignola: “C’è solo un medico, un tecnico ed un infermiere, mentre ce ne dovrebbero essere almeno quattro per ogni figura”.

“A Lucera – precisa Benvenuto -, che è ancora un ospedale al contrario del parere di alcuni, ci sono solo due cardiologi che effettuano oltre 5mila prestazioni a semestre”. Non va meglio per il settore veterinario e del dipartimento di prevenzione, dopo il concorso saltato per l’assunzione di personale: “In provincia di Foggia aumentano brucellosi e tubercolosi, mentre nelle altre regioni sono state addirittura debellate. E pensare che è stato lo stesso ministero a dire che bisogna assumere…”. Infine, intimano a Manfrini di “non prendere alcuna decisione importante senza la convocazione dei sindacati”. “L’atto aziendale è stato fatto passare senza il parere dei sindaci e dei sindacati – concludono – eppure nella delibera era scritto che le parti erano state sentite. Non si può procedere in spregio alla legge. Così si danneggiano soltanto i cittadini ed il loro diritto alla salute”.