Top ten dei siti più visitati in “Puglia Open Days”, c’è tanta Capitanata. Da Sant’Agata fino al Gargano

Anche in questa terza edizione il Salento è l’area che ha avuto il maggior numero di visitatori (35% del totale). La seconda destinazione è “Bari e la costa” (17%), seguita da “Valle d’Itria” (14%), “Magna Grecia” e “Gargano” (12%) e infine Puglia Imperiale (10%).

Veduta di Sant’Agata di Puglia

Sarà un’occasione per tirare le somme del quadriennio di attività di Pugliapromozione l’appuntamento di domani, organizzato dagli assessorati regionali al Turismo e alle Risorse agroalimentari nella sala stampa della Presidenza della Regione Puglia a Bari. La prossima partecipazione all’edizione 2015 della Borsa Internazionale del Turismo di Milano è il pretesto per riunire gli esperti a confronto su “Travel Trends Forecasting” e tracciare un bilancio.

Giancarlo Piccirillo
Giancarlo Piccirillo

Positivo è quello della terza edizione di “Puglia Open Days”, conclusasi il 3 gennaio scorso, con il coinvolgimento di 104 Comuni, dal Gargano al Salento. Il progetto che ha messo in rete oltre 250 beni culturali, tra musei, castelli, santuari, abbazie, chiese rupestri, una sinagoga, teatri, palazzi storici, aree archeologiche, ecomusei, biblioteche, e centri storici, ha registrato circa 200mila visitatori (170mila da luglio a settembre). Le aperture straordinarie (previste su tutto il territorio regionale da aprile 2014 a gennaio 2015) hanno prodotto un lieve (+1% rispetto al 2013) incremento di turisti stranieri (7%) e confermato l’alta percentuale di turisti italiani (93%), provenienti soprattutto da Lombardia, Lazio, Campania ed Emilia Romagna. Degno di nota anche l’incremento dei turisti di prossimità.

Un successo superiore alle aspettative, ma in linea con le attese del mercato si è registrato “per l’offerta di itinerari meno turistici, che sono poi quelli che il turista moderno cerca sempre di più”, precisa a l’Immediato il direttore di Pugliapromozione, Giancarlo Piccirillo. “Questo ce lo dicono i numeri -aggiunge-, ma è anche un obiettivo del progetto promuovere dei luoghi per far parlare dei comuni che sono nostre perle, come Roseto Valfortore per citare la Daunia piuttosto che i comuni della Murgia”. Un’altra sorpresa “sono i numeri dei turisti stranieri, che continuano a crescere”. Sono loro ad apprezzare di più l’offerta organizzata per servizi targhettizzati di “Puglia Open Days”. “Per esempio l’iniziativa per i bambini, che è la grande novità dell’ultima edizione, Puglia for Kids –fa sapere Piccirillo-, è andata benissimo. Ovunque avevamo gruppi di famiglie molto numerosi. È stata molto apprezzata soprattutto dai turisti stranieri, abituati a uno standard di servizi elevato”.

I siti più visitati

 Anche in questa terza edizione il Salento è l’area che ha avuto il maggior numero di visitatori (35% del totale). La seconda destinazione è “Bari e la costa” (17%), seguita da  “Valle d’Itria” (14%), “Magna Grecia” e “Gargano” (12%) e infine Puglia Imperiale (10%). Nella top ten dei siti più visitati, dominata dalle chiese di Puglia, con il loro inestimabile patrimonio, con prevalenza di castelli e musei, figurano per la Daunia e il Gargano, oltre al Castello di Manfredonia (tra i beni Mibact più visitati nei sabato sera di “Puglia Open Days), il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo, il Museo Civico di Foggia e il Polo Museale di Ascoli Satriano. Poi ancora i centri storici di Vieste e Monte Sant’Angelo, Foggia e Sant’Agata di Puglia.

L’exploit di visite ha inorgoglito la comunità santagatese, in particolare, non assuefatta ai flussi turistici. “Il problema dei nostri piccoli borghi dei Monti Dauni è proprio quello della non conoscenza. Ci auguriamo possano incrementare sempre più i flussi turistici e l’Open Days ha avuto un grande successo in questa direzione. A Sant’Agata, con le guide autorizzate – riferisce il presidente della Pro Loco, Gerardo Lionetti – già organizzavamo le visite nel nostro centro storico, mostrando ai turisti la Chiesa madre con la cripta, il castello, il frantoio del Cinquecento. E quest’anno, in agosto, abbiamo promosso  anche le visite kids, la novità della programmazione, e abbiamo verificato la presenza di molti più stranieri, che tramite il passaparola, il social network, ci hanno raggiunto”.

Dalle informazioni raccolte dagli operatori culturali impiegati nei principali attrattori di Capitanata emerge un bilancio entusiastico. La programmazione in rete ha incrementato notevolmente i flussi di visita al Castello di Manfredonia, come conferma la guida turistica Mariangela Lo Zupone.  “L’Open Days ha avuto un grande successo e da quando ci sono le Stele registriamo la presenza di più turisti”. Tra gli stranieri, spiccano francesi e tedeschi e gli italiani sono a maggioranza del nord Italia. Ad Ascoli Satriano il Polo Museale-Museo Diocesano e Museo Civico Archeologico “ha registrato un aumento di presenze notevole”, di stranieri in particolare, soprattutto austriaci, ci riferisce l’addetta alle visite guidate, Rosaria Di Reda. Il turista che arriva è alla ricerca di esperienze di conoscenza della cultura dei luoghi, “è un curioso che capita per caso al Museo, che non prenota”. Anche il Santuario micaelico di Monte Sant’Angelo ha attratto un maggior numero di stranieri in occasione delle aperture straordinarie di quest’anno (con la presenza di russi, in aggiunta ai tedeschi affezionati), ma  il valore maggiore della programmazione regionale si è tradotto qui, a sentire gli operatori di EcoGargano, nella fetta di turismo di prossimità. “Ci ha sorpreso molto il gran numero di visitatori dai comuni della provincia e da tutto il territorio pugliese, che ha approfittato delle aperture straordinarie per conoscere questi siti vicini”, riferiscono.

Per il futuro l’indicazione di massima di Piccirillo è “allargare la rete”. “Puglia Open Days è un programma frutto di una attività di concertazione con i Comuni e tutti i soggetti gestori degli attrattori, un lavoro che si fa su ogni angolo della regione per cercare di ampliare il numero dei soggetti in rete, per spingerli ad entrare nella rete e stimolarli nella capacità di organizzarsi in maniera qualitativamente adeguata, con personale qualificato, soprattutto per rispondere alle esigenze di accoglienza dei turisti stranieri”.

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