Concorso per 21 assunzioni all’Asl di Foggia, scoppia il caso a Bari. “Requisiti poco chiari”

Nuova grana per l’Asl di Foggia, questa volta ad esser preso di mira è il concorso per “coadiutori amministrativi” messa a punto dal direttore generale Attilio Manfrini per l’assunzione di 21 persone.

Nuova grana per l’Asl di Foggia, questa volta ad esser preso di mira è il concorso per “coadiutori amministrativi” messa a punto dal direttore generale Attilio Manfrini per l’assunzione di 21 persone. A muoversi è il consigliere del Nuovo Centrodestra Giannicola De Leonardis che ha chiesto lumi all’assessore alla Salute, Donato Pentassuglia.  “La selezione in questione – scrive il consigliere nell’interrogazione regionale – rappresenta un’importante opportunità in un contesto caratterizzato da una elevata disoccupazione, e ha il merito di prendere in considerazione categorie protette, con opportunità ancora minori di trovare un’occupazione all’altezza di potenzialità, sogni e aspettative. La graduatoria finale verrà redatta, come da indicazioni esplicitate nel bando, attraverso una selezione pubblica e una valutazione di titoli da parte della Commissione esaminatrice preposta. Per quanto riguarda i titoli, il bando all’articolo 5 (inerente la documentazione da allegare alla domanda di partecipazione) fa prima riferimento al ‘titolo di studio posseduto’, poi a‘tutte le certificazioni relative ai titoli che ritengano opportuno presentare agli effetti della valutazione di merito e della formulazione della graduatoria’ e alle ‘certificazioni relative ai titoli che danno diritto a usufruire della preferenza in caso di parità della valutazione’: formule ampiamente generiche e di molteplice interpretazione”.

La valutazione dei titoli da parte della Commissione esaminatrice, riservata ai soli concorrenti che avranno superato la prova selettiva, “suscita ulteriori perplessità”. Viene infatti specificato che ‘per i titoli verrà attribuito un punteggio massimo pari a 20, così ripartito tra le varie categorie di seguito indicate: titoli di carriera, 10 punti massimo; titoli accademici e di studio, massimo 3 punti; pubblicazioni e titoli scientifici, massimo 2 punti; curriculum formativo e professionale, massimo 5 punti. “Su quest’ultimo passaggio, probabilmente decisivo per la formazione della graduazione finale dei vincitori della selezione e degli idonei, è necessaria piena chiarezza e trasparenza: nel curriculum formativo e professionale, per esempio, non rientrano i titoli accademici, di studio, di carriera?”, sottolinea De Leonardis, che precisa: “Quanto vale esattamente un diploma di scuola secondaria superiore, quanto una laurea, quanto un dottorato, quanto un master, quanto un master all’estero?”.
Da qui l’interrogazione all’assessore Pentassuglia per sapere “se è a conoscenza della selezione pubblica in questione avviata dall’Asl Foggia; se ha letto il relativo bando; se non ritiene necessaria una maggiore comprensione e chiarezza nella formulazione dei criteri e dei punteggi da assegnare nell’esame e nella verifica dei titoli, con indicazioni specifiche e non generiche, voce per voce”. E ancora, “se non ritiene discriminatori e contraddittori con la natura e finalità del bando l’introduzione e il peso specifico relativo – nella graduatoria finale – dei titoli richiesti. E se infine “ intende intervenire presso la direzione generale dell’Asl per una modifica del bando nei passaggi menzionati, per garantire chiarezza e trasparenza, ed evitare qualsiasi margine di ambiguità o discrezione da parte della Commissione esaminatrice, a garanzia della correttezza dello svolgimento della selezione e delle pari opportunità e dignità per qualsiasi concorrente. Appartenente a categorie protette – conclude -, e quindi ancor più da tutelare sul piano etico e umano. È utile ricordare che il termine ultimo per la presentazione delle domande di partecipazione è il 4 febbraio prossimo”.