Gaffe su Charlie Hebdo a Manfredonia, i Sipontini 5 Stelle: “Esautorare responsabile del concorso vignettistico”

I Sipontini 5 Stelle chiedono al Presidente del Comitato del Carnevale di Manfredonia, al Presidente dell’Agenzia del Turismo nonché al sindaco di esautorare da ogni incarico di pubblica utilità il/la responsabile del concorso vignettistico dedicato a Charlie Hebdo indetto 2 giorni fa.

La gaffe dell’Agenzia del Turismo di Manfredonia continua a far discutere. La vicenda, raccontata ieri da l’Immediato (leggi), è ripresa dai “Sipontini 5 Stelle”. Non manca l’ironia: “Manfredonia – commentano i grillini – è una ridente città della costa sud est italiana la cui immagine turistica e culturale è ciclicamente minacciata dalle iniziative dei propri dipendenti pubblici. I suoi cittadini sono chiamati “sipontini” senza un motivo chiaro. Le ipotesi sono due: la prima che sia un riferimento ad una antica città della zona. L’altra, più accreditata, si basa sulle evidenze scientifiche anatomopatologiche secondo le quali il 99% della popolazione soffrirebbe della malattia del fegato nero seppia. Ne sarebbero immuni i politici dell’hinterland”.

I Sipontini 5 Stelle chiedono al Presidente del Comitato del Carnevale di Manfredonia, al Presidente dell’Agenzia del Turismo nonché al sindaco di esautorare da ogni incarico di pubblica utilità il/la responsabile del concorso vignettistico dedicato a Charlie Hebdo indetto 2 giorni fa. “Ognuno si assuma le proprie responsabilità – dichiarano i grillini -. Alla luce della gogna nazionale cui la città di Manfredonia è stata esposta, non si può tacere il dissenso e sopportare questa denigrazione continua culturale e mediatica. Basta a fantasmi, premi culturali costosissimi e figuracce da barzellette di cantina. La libertà di espressione presuppone la conoscenza e il rispetto dei diritti propri e altrui. L’onestà intellettuale impone di evitare la strumentalizzazione delle tragedie, soprattutto per fini elettorali. Rifiutando le derive xenofobe – concludono -, abbiamo scelto il silenzio. Peccato che il buon senso non sia diffuso nella classe politica locale. Più amaro di così il fegato non si può.