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Home - Edilizia, la grande fuga delle imprese all’estero. In Italia è crisi, fuori il fatturato supera i 17 miliardi di euro

Edilizia, la grande fuga delle imprese all’estero. In Italia è crisi, fuori il fatturato supera i 17 miliardi di euro

Di redazione
11 Dicembre 2014
in Economia
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Gerardo Biancofiore

“Di fronte ad una perdurante e preoccupante crisi del mercato italiano delle costruzioni il mercato estero sta assumendo un ruolo chiave per le imprese italiane. Ormai lavoriamo più all’estero che in Italia e la crescita delle imprese di costruzioni è trainata dall’export. Le imprese italiane sono impegnate in più di 88 paesi nella realizzazione di opere infrastrutturali dando vita ad un vero e proprio Made in Italy delle infrastrutture e del design caratterizzato da un altissimo livello tecnologico e qualitativo.
Ed oggi più che mai la conoscenza è il vero motore dell’innovazione ed è importante che si sviluppino collaborazioni tra il mondo universitario e quello imprenditoriale: percorsi formativi di eccellenza finalizzati a sviluppare strategie innovative, come quello organizzato dalla Luiss, vanno in questa direzione”.

Ha iniziato così oggi la sua lectio ad EMIC, l’Executive Program in Management delle Imprese di Costruzione della LUISS Business School, il Presidente del Gruppo PMI Internazionale dell’ANCE Associazione Nazionale Costruttori Edili Gerardo Biancofiore nel quale le strategie per l’internazionalizzazione delle Piccole e Medie imprese dell’ANCE sono diventate un caso di studio.

“L’espansione all’estero delle nostre imprese – continua Biancofiore – è motivo di orgoglio, la sfida è di riuscire ad incrementare la presenza delle nostre imprese piccole e medie attraverso lavoro di squadra che vede le istituzioni ed il sistema bancario al fianco delle imprese. Fare sistema diventa un imperativo. La competizione sui mercati internazionali non è più tra imprese ma si gioca tra Sistemi Paese. Oggi più che mai i mercati internazionali richiedono competenze integrate che coinvolgono la fase propositiva degli interventi, la capacità progettuale, quella realizzativa, quella finanziaria e quella gestionale. Le attività internazionali dell’ANCE sono cresciute negli ultimi anni e testimonianza è il numero crescente di imprese che partecipano alle missioni organizzate grazie alla collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri. Una collaborazione virtuosa che ci permette di avvalerci della presenza di un diplomatico a tempo pieno nella nostra squadra: l’ambasciatore Massimo Rustico, Ministro Plenipotenziario e coordinatore delle iniziative di promozione all’estero dell’associazione”.

“In un periodo di contrazione del mercato domestico- dichiara il docente e Membro del Comitato Scientifico di EMIC Roberto Fraticelli- e di crescente competizione internazionale, la sfida più importante per le imprese di costruzione è la ricerca di nuovi mercati. La strada dell’internazionalizzazione può essere un’opportunità preziosa, a condizione di mettere in campo una strategia concreta ed innovativa, che massimizzi il ‘what’s in for me’. Introdursi in nuovo mercato presenta sfide complesse (sistema legale, fiscale, eventuali barriere burocratiche e culturali) da affrontare innanzitutto analizzando in modo oggettivo potenzialità e criticità della propria azienda e ristrutturando se necessario la propria organizzazione in linea con il mercato di riferimento. Le strategie messe in campo dall’ANCE rappresentano una buona prassi e ci hanno permesso di comprendere quali sono gli spunti utili affinché le imprese possano pianificare corrette strategie di medio-lungo periodo, identificando rischi e principali fattori di successo”.

“Negli ultimi anni le imprese del settore – conclude Biancofiore- hanno compreso che solo un’attenta strategia di internazionalizzazione può farle crescere e per questo come Ance abbiamo messo in campo un programma a supporto delle imprese che parte con l’analisi dei fabbisogni e delle potenzialità delle aziende interessate ad operare all’estero, la selezione dei paesi di potenziale interesse e la partecipazione a missioni commerciali che sono sempre precedute e seguite da incontri mirati a rendere più efficaci le azioni delle aziende. Il mercato estero – continua Biancofiore – sta assumendo un ruolo sempre più centrale per le imprese di costruzioni italiane. L’incidenza dell’export sui bilanci continua a crescere. Buona parte dei ricavi d’oltre confine sono realizzati dalle principali 20 imprese nazionali, ma non bisogna dimenticare che il settore delle costruzioni è costituito da una miriade di piccole imprese.  I dati sulla presenza nel mondo delle imprese italiane sottolineano come il fatturato delle imprese di costruzioni italiane all’estero è più che triplicato in meno di dieci anni, con una produzione aumentata dell’8,6% e un portafoglio arricchito di 319 lavori, per 17 miliardi di euro. L’ANCE sta investendo per sostenere con strumenti e azioni adeguate le Pmi di costruzioni e per coinvolgerle nelle operazioni internazionali. Per aprirsi al mercato globale le imprese hanno bisogno, tuttavia, di strutturarsi al loro interno. Fondamentale è lo strumento dell’aggregazione tra imprese. Alle istituzioni chiediamo maggiore flessibilità, semplificazione e tempi più rapidi per accelerare i processi di cooperazione tra le Pmi, con misure a grande impatto. Occorre snellire e velocizzare le procedure burocratiche, presupposto perché le nostre Pmi possano essere competitive sul mercato globale. La maggior parte dei nostri competitor dei paesi occidentali e anche alcuni paesi emergenti possono contare su un’agenzia per il credito dotata di risorse sufficienti a coprire il rischio, sia politico che commerciale, garantendo così le commesse estere. E’ tempo che l’Italia si doti di un analogo strumento”.

Tags: ConfindustriaEdiliziaFoggiaGerardo BiancofioreitaliaLuissRoma
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