“Mafia a Foggia ma non ne parla nessuno”, così il questore Silvis strigliò Rosy Bindi. Si attendono segnali da Roma

Estorsioni, bombe carta e l’incredibile assalto alla NP Service tra gli episodi finiti sul tavolo del presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi. Ma cosa disse il questore di Foggia, Piernicola Silvis durante l’audizione a porte chiuse del 31 luglio scorso? Oggi siamo in grado di svelarlo.

“Faremo in modo che l’Italia si ricordi che esiste anche Foggia”. Così parlò Rosy Bindi, presidente della Commissione Parlamentare Antimafia. Lo disse ai giornalisti alla fine dell’incontro con i rappresentanti delle forze dell’ordine. Era il 31 luglio scorso. Erano giorni molto caldi quelli, non tanto per il clima, quanto per le notizie di cronaca. Estorsioni, bombe carta e l’incredibile assalto alla NP Service tenevano banco su testate online e giornali locali. Notizie poco “pubblicizzate” a livello nazionale. Ma cosa disse il questore di Foggia, Piernicola Silvis quel giorno dinanzi alla Bindi? La riunione era a porte chiuse ma oggi siamo in grado di svelare alcuni dei passaggi focali dell’intervento di Silvis.

Capitolo Foggia – Gli episodi narrati da Silvis

Piernicola Silvis
Piernicola Silvis

Il questore parlò proprio della notte folle alla NP Service (leggi), a mezzanotte del 25 giugno scorso. “Presidente – disse – nessuno ha parlato di questa vicenda”. Durante l’audizione si evidenziò come quello fu un atto militare in piena regola, eseguito tra l’altro nel centro cittadino. Una vera rarità secondo gli stessi inquirenti. Durante quell’audizione è emersa una Foggia economicamente in ginocchio, strozzata da estorsioni e omertà e messa alle strette da tre batterie criminali, organizzate nella cosiddetta “Società” e caratterizzate dal fatto di non avere avuto, finora, alcun pentito. L’altro episodio di rilievo raccontato alla Commissione Antimafia riguardava lo Street Cafè inaugurato l’anno scorso a Foggia. A sette mesi dall’apertura, due esponenti dei Francavilla convocarono il giovane proprietario del bar per un appuntamento. Gli chiesero 50mila euro: “O paghi o ci prendiamo l’attività” (leggi). In quel caso l’imprenditore denunciò e i due uomini vennero arrestati ma purtroppo si tratta di un caso più unico che raro. Le querele per estorsione nel 2013 sono state appena dieci e due, finora, in questo 2014.

Armi e attentati

C’è nella città la prova che singole persone detengono veri e propri arsenali di armi. “Armi lunghe e corte – raccontò il questore alla presidente Bindi – e decine di pistole, fucili mitragliatori, fucili a canne mozze e kalashnikov. Trovammo persino una mitragliatrice con il treppiedi da terra e diciottomila proiettili di tutti i calibri”.
Nei primi sei mesi del 2014 gli attentati incendiari sono stati 67. La Commissione Antimafia e Rosy Bindi hanno parlato addirittura di insediare una sezione distaccata della Commissione in Capitanata. Foggia, ma anche Cerignola sono finalmente sui tavoli romani. Proprio nei giorni scorsi c’è stata a Roma una lunga audizione davanti alla Commissione Parlamentare Antimafia. Ora si attendono segnali ma soprattutto, fatti.





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