Furia di Longo e Verile contro Landella. “No alla “deportazione” dei consiglieri comunali”

I consiglieri comunali Bruno Longo e Domenico Verile scrivono a Luigi Miranda. Interpellanza urgente sul “Piano di deportazione” delle commissioni consiliari e dei gruppi consiliari da Palazzo di Città in locali definiti “fatiscenti, inadeguati e fuori norma”.

Bruno Longo

I consiglieri comunali Bruno Longo e Domenico Verile scrivono a Luigi Miranda. Interpellanza urgente sul “Piano di deportazione” delle commissioni consiliari e dei gruppi consiliari da Palazzo di Città in locali definiti “fatiscenti, inadeguati e fuori norma”. Longo e Verile tirano in ballo alcuni articolo del “Regolamento del consiglio comunale” per dire no alla “deportazione”. “I gruppi consiliari dispongono, presso la sede comunale, (e quindi non presso una sede qualsiasi) di locali, personale, attrezzature e servizi necessari all’esercizio del mandato elettorale”. Inoltre “ogni gruppo consiliare dispone di una propria sede”.

“Al capitolo “Riorganizzazione Amministrativa” del programma elettorale di “Franco Landella, Sindaco di Foggia” – continuano -, chiaramente si afferma che la riorganizzazione amministrativa ed il riordino logistico degli uffici comunali, dovevano,testualmente “…Essere oggetto di un esame annuale affidato al consiglio comunale, che in questo modo potrà riappropriarsi di una funzione centrale e fondamentale…”

foggia-comune-300x155“Assistiamo ad un deprecabile e illegittimo trasferimento delle sedi dei gruppi e delle commissioni consiliari da Palazzo di Città, ad altra sede distaccata, che consta di locali fatiscenti, insicuri, insufficienti e non a norma, specialmente perché aperti al pubblico. I locali lasciati liberi da quello che appare, viste le modalità violente e arroganti, un vero e proprio piano di deportazione dei consiglieri comunali, dovrebbero essere occupati dall’assessorato ai lavori pubblici e dal Suap, attualmente allocati presso la sede comunale di via Gramsci”.

Nell’interpellanza, Longo e Verile chiedono quali siano l’utilità, metodi e criteri di tale costosa operazione. I locali lasciati vuoti nella sede  comunale di via Gramsci a cosa saranno adibiti a da quali uffici saranno occupati? A quanto ammontano le risorse finanziare, tra ditta di trasloco ed adeguamenti strutturali e di messa a norma dei locali fatiscenti di cui sopra, destinate a tale inutile e capricciosa operazione? Perché i gruppi e le commissioni consiliari, nonostante le promesse elettorali e la norma scritta, devono operare senza sicurezza interna ed esterna ed in condizioni da terzo mondo, senza essere stati interpellati i diretti interessati e cioè i consiglieri comunali? – e infine – Perché Il Presidente del consiglio comunale non fa rispettare la chiara norma regolamentare che prevede l’allocazione adeguata e civile dei gruppi e delle commissioni consiliari, presso la sede comunale?”