Marina di Lesina, il dissesto è ancora lì. Tucci: “O si interviene sul canale o è inutile”

Bisognerà capire quanta determinazione avrà il Genio civile, ente attuatore per il mitigamento del rischio idrogeologico a Marina di Lesina, di andare avanti nonostante il parere negativo del Comune di Lesina e la richiesta di “integrazioni” al progetto dell’Autorità di bacino.

 

Il canale al centro della querelle
Il canale al centro della querelle

Bisognerà capire quanta determinazione avrà il Genio civile, ente attuatore per il mitigamento del rischio idrogeologico a Marina di Lesina, di andare avanti nonostante il parere negativo del Comune di Lesina e la richiesta di “integrazioni” al progetto dell’Autorità di bacino. E’ l’esito della conferenza di servizi tenutasi la settimana scorsa presso la sede dell’ente regionale. Da una parte i “pareri”, dall’altra la ditta Rotice-Di Carlo-Ottoerre che si è aggiudicata l’appalto (decisioni sui ricorsi pendenti a parte).  Al centro il Genio civile con il tecnico Lucia Di Lauro: “Non rilascio interviste, potete chiedere all’assessore del comune d Lesina”. Ce lo fa sapere tramite il suo ufficio.

Mitigazione del rischio al 10%

13 milioni di euro da spendere con finanziamenti Cipe per la prima messa in opera dei lavori dopo il famoso consiglio comunale svoltosi a Lesina  tre anni fa. Allora, venne presentato il cardine di tutti i problemi, l’impermeabilizzazione del canale, origine del dissesto, da parte del geologo e consulente del Comune Michela Di Salvia.

Si tratta di confrontare “pareri” che però, essendo dati su questioni ambientali, hanno un rilievo non di poco conto e che, per essere contestati, devono comunque essere argomentati. Il sindaco di Lesina Pasquale Tucci lo dice in premessa: “Non è vincolante quello che dice il comune- , oltre al sindaco stesso anche il dirigente tecnico Bramante e il consulente De Salvia- ma dovranno fornire le loro controdeduzioni. Analizzando il progetto, che prevede solo una barriera di pali in calcestruzzo e lascia il resto del canale così com’è, la mitigazione del rischio è al 10%. Vale la pena spendere soldi pubblici per 7-8 milioni di euro senza risolvere il problema?”.

73 metri di “camicia” per il canale

Il sindaco Tucci
Il sindaco Tucci

Nel 1990 al posto del cemento vennero innalzate sponde con delle gabbionate riempite di pietrisco in base a un’istanza ambientalista, “l’inizio di ogni sciagura”, ribadisce Tucci, secondo una linea di pensiero espressa già anni fa. Ora gli sembra di rivedere la stessa cosa: “Che facciamo, torniamo al 1990?”. Passano gli anni e cambiano i termini, non più “impermeabilizzare” il canale ma “incamiciarlo”, operazione che sarebbe riuscita attuandola per 73 metri, un passaggio che compare nella stessa relazione. “Ma se l’hanno persino ipotizzata loro la decisione ottimale, perché non se ne dà seguito”.

Nei pressi del canale Acquarotta (oltre ai 16 stabili “a rischio” per cui non si attuano le verifiche a un anno dalla scadenza della procedura di sfratto) corre il ponte ed una sorta di belvedere, da anni impraticabile. Gli angoli più suggestivi di un luogo turistico nel cuore del Gargano sono inaccessibili. “E’ stata la Regione a prendere la decisione di renderlo inagibile, perché non si è previsto un intervento proprio sul ponte?”.

Fogna bianca, un progetto di completamento

Anche l’Autorità di bacino ha chiesto “integrazioni” mentre, nel frattempo, i lavori per la fogna bianca sono stati ultimati e il Comune ha redatto un progetto di completamento consegnato qualche giorno fa in Regione. Il problema della fogna bianca carente, per cui le infiltrazioni dovute a fattori metereologici causavano spaventose voragini, era stato derubricato a “concausa” nella stesura dei vari progetti stilati.  Il punto è risolvere il problema principale, quello del dissesto in zona.

Il centro balneare ha ripreso la sua vita estiva, sempre alle prese con il deprezzamento degli immobili a causa della “bolla” dissesto e con qualche lamentela per il problema rifiuti in bella vista lungo le strade, e già attenzionato dai media: “Ho fatto un’ordinanza sulla potatura degli alberi  e sugli orari in cui può essere effettuata, che è rimasta lettera morta- dice Tucci-  ne farò un’altra sugli orari di  conferimento dei rifiuti. I cittadini devono fare la loro parte, oltre a quella che già fa l’amministrazione. Abbiamo solo 6 vigili a Lesina,  le unità sono poche per avere un controllo serrato anche a Marina”.