Consorzi di bonifica tra “cartelle pazze” e rischio soppressione. Caos in Puglia. Maniglio: “È utile solo a Foggia”

I consorzi di bonifica pugliesi sono nel caos. Non è un caso che questa mattina si siano incontrati il presidente Nichi Vendola e l’assessore alle Risorse agroalimentari Fabrizio Nardoni, per parlare delle criticità emerse dopo l’emissione di alcuni avvisi di pagamento per i contribuenti.

I consorzi di bonifica pugliesi sono nel caos. Non è un caso che questa mattina si siano incontrati il presidente Nichi Vendola e l’assessore alle Risorse agroalimentari Fabrizio Nardoni, per parlare delle criticità emerse dopo l’emissione di alcuni avvisi di pagamento per i contribuenti. Inquietudine e malumore stanno difatti divampando tra i pugliesi, perciò il governo regionale ha deciso di aprire “un rapido percorso di ascolto con gli amministratori locali, relativamente alla tassazione dei fabbricati prevista da una normativa nazionale, e con le associazioni del modo agricolo, relativamente alle cosiddette ‘cartelle pazze’ rese, in alcuni casi, molto alte a causa di valori cospicui di reddito catastale di base”.

Alla fine di questa fase di ascolto, fanno sapere dalla Regione, “si cercherà in tutti i modi di superare qualunque elemento di incertezza secondo criteri di equità, sia pure condividendo l’orientamento che, dopo molti anni di sospensione della contribuzione rispetto alla necessità di finanziare le opere di bonifica, occorre ridare equilibrio al sistema garantendo servizi pagati dai contribuenti interessati e non da tutti i cittadini pugliesi”. Il Consiglio regionale in queste ore si è fatto sentire sul punto. A cominciare dal Pd, con il vicepresidente Antonio Maniglio: “Le proteste di questi giorni sulle cartelle esattoriali dei consorzi di bonifica non sorprendono. Per diversi anni – spiega – ho cercato di rallentare e ostacolare l’approvazione di una legge (la numero 4 del 2012) che ha cambiato poco e nulla rispetto alla situazione precedente. Il concetto di beneficio diretto, che è il solo criterio accettabile per giustificare il pagamento del tributo, è molto aleatorio, non vincolante e interpretato discrezionalmente dai Consorzi. Ecco perché – prosegue – è facile prevedere una situazione di disagio e di proteste come quelle registrate negli anni 2002-2005. Con la differenza che nel frattempo la crisi ha ulteriormente impoverito il reddito dei nostri coltivatori. Oggi come ieri il punto è lo stesso: l’ingiusto versamento di un tributo in assenza di qualsiasi servizio e di benefici diretti al coltivatore. È inutile girarci intorno, ci sono solo due iniziative legislative in grado di fermare l’onda delle proteste che, prima o poi, tornerà a salire. I Consorzi di bonifica sono stati istituiti con un regio decreto del 1933. Non è ora di sopprimerli e assegnare le loro competenze – che in Puglia, con l’eccezione della provincia di Foggia rimangono sulla carta – ad altri Enti? Ecco un tema – conclude – che rimettiamo all’attenzione dei parlamentari pugliesi perché è davvero paradossale che si sopprimano le Province e le Prefetture, si sopprimano i Tar e i Consorzi di bonifica siano tenuti fuori da qualsiasi ipotesi di riforma”.