Ecomafia 2014, Puglia sul podio dell’illegalità ambientale. Foggia sesta in Italia per traffico di rifiuti

Il Rapporto Ecomafia 2014 non dà scampo alla Puglia. La nostra regione balza al terzo posto in Italia per illegalità ambientale. Preoccupa l’aumento dei reati nel ciclo dei rifiuti. Non poteva essere altrimenti visti gli scandali che hanno colpito la Capitanata (Black Land) ma anche provincia di Bari e Salento.

Il Rapporto Ecomafia 2014 non dà scampo alla Puglia. La nostra regione balza al terzo posto in Italia per illegalità ambientale. Preoccupa l’aumento dei reati nel ciclo dei rifiuti. Non poteva essere altrimenti visti gli scandali che hanno colpito la Capitanata (Black Land) ma anche provincia di Bari e Salento. Proprio Bari e Foggia sono fra le prime dieci province per illegalità ambientale in Italia nel 2013. Ma andiamo a vedere nel dettaglio quelli che sono i dati snocciolati da Legambiente.

 

Numeri e fatturato dell’ecomafia

29.274 le infrazioni accertate nel 2013, più di 80 al giorno, più di 3 l’ora. In massima parte hanno riguardato il settore agroalimentare: 9.540 reati, più del doppio del 2012 quando erano 4.173. Aumentano i reati nel ciclo dei rifiuti, passando da 5.025 a 5.744, +14,3%. Salgono anche i reati contro la fauna: 8.504 totali, +6,6%. Mentre calano i reati nel ciclo del cemento: 5.511 nel 2013 (-12,7% , erano 6.310 lo scorso anno). Sul fronte dei traffici internazionali di rifiuti l’Agenzia delle Dogane, insieme alle Forze dell’Ordine, ha sequestrato oltre 4.400 tonnellate di rifiuti (principalmente cascami di gomma, materie plastiche e metalli). Il fatturato dell’ecomafia, sempre altissimo nonostante la crisi, ha sfiorato i 15 miliardi di euro grazie al coinvolgimento di numerosi clan (ben 321) che per i loro traffici hanno potuto contare spesso sull’aiuto di funzionari e dipendenti pubblici consenzienti o decisamente disonesti che hanno semplificato iter e processi autorizzativi in cambio di sostanziose mazzette. Il 47% dei reati ambientali si è consumato in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. “A questo vivace dinamismo degli ecocriminali – spiegano da Legambiente – fa da contraltare l’immobilismo della politica nazionale: nel nostro Paese vige ancora una legislazione a tutela dell’ambiente del tutto inadeguata, a carattere sostanzialmente contravvenzionale e basata su una vecchia impostazione che riconosce massimamente le ragioni dell’economia tralasciando i costi ambientali, sanitari e sociali.

 

Puglia sul (triste) podio

La conferenza stampa di Bari
La conferenza stampa di Bari

I dati del Rapporto Ecomafia 2014 ci restituiscono un quadro piuttosto desolante della nostra regione – dichiara Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia -. La Puglia sale nella classifica generale delle illegalità ambientale piazzandosi al terzo posto con ben 2.931 infrazioni accertate. L’abusivismo edilizio e i reati contro la fauna non accennano a diminuire mentre aumentano quelli nel ciclo dei rifiuti con la nostra regione che si posiziona al secondo posto subito dopo la Campania con 469 infrazioni accertate”.

Nella classifica generale dell’illegalità ambientale in Italia nel 2013, la Puglia sale al terzo posto con 2.931 infrazioni accertate, 2.579 persone denunciate, 28 arrestate e 1.028 sequestri effettuati. Per quanto riguarda il numero dei sequestri effettuati, la nostra regione è seconda nel 2013. Mentre nella classifica provinciale dell’illegalità ambientale in Italia nel 2013 troviamo ben due province pugliesi: Bari al 5° posto e Foggia al 6° posto rispettivamente con 846 e 795 infrazioni accertate.

Nel ciclo illegale dei rifiuti, la Puglia sale al secondo posto con 469 infrazioni accertate, 487 persone denunciate, 9 arrestate e 242 sequestri effettuati. La maggior parte delle infrazioni accertate si concentrano nelle province di Bari (177), Taranto (98) e Foggia (72).

 

Le inchieste e la maxi operazione “Black Land”

Traffico-rifiuti-tossiciIn Puglia, dal 2002 al 6 giugno 2014, ci sono state ben 44 inchieste contro attività organizzate per il traffico illecito dei rifiuti, cioè il 18,6% circa delle inchieste su tutto il territorio nazionale.

Venendo alle inchieste più importanti, lo scorso 11 aprile è stata la Dda di Bari a chiudere una maxi operazione contro il traffico organizzato di rifiuti, nome in codice Black Land. L’inchiesta si è concentrata soprattutto nell’area foggiana e ha permesso di sgominare un’organizzazione criminale dedita al traffico illecito di rifiuti su scala nazionale, portando all’arresto di 14 persone, fra cui imprenditori del foggiano e del napoletano. Gli inquirenti hanno pure sequestrato aziende, stabilimenti, automezzi pesanti, per un valore di 25 milioni di euro. Migliaia di tonnellate di rifiuti speciali non trattati provenienti da impianti di compostaggio e di stoccaggio, ubicati in Campania, nelle province di Salerno, Caserta e Avellino, venivano smaltiti illecitamente in Puglia, direttamente in un enorme voragine ricavata in un terreno agricolo a Ordona, nel foggiano, proprio a due passi dal sito archeologico dell’antica Herdonia. Si stima che nella mega discarica illegale di Ordona siano state interrate 500 mila tonnellate di rifiuti speciali. Negli ultimi mesi, in Capitanata, sono state individuate e sequestrate decine di discariche abusive di ampie dimensioni.

 

I traffici con Balcani e Medio Oriente

C’è poi la dimensione transnazionale della Puglia, cerniera tra l’Europa, i Balcani e il Medio Oriente, che l’ha trasformata in una base logistica per traffici transfrontalieri di rifiuti. Soprattutto quelli diretti verso il sud est Europa e l’Estremo Oriente. Si tratta di rifiuti costituiti principalmente da cascami di gomma e pneumatici fuori uso, materiale tessile, materiale plastico di scarto, carta da macero, rottami ferrosi e rifiuti elettrici ed elettronici. Solo nel porto di Bari, nel 2013, l’Agenzia delle dogane, insieme alle Forze dell’Ordine, ha sequestrato 180 tonnellate di scarti diretti illegalmente oltre confine.

 

La piaga del cemento fuorilegge e la vergogna di Torre Mileto

 

Il villaggio abusivo a Torre Mileto
Il villaggio abusivo a Torre Mileto

Nella classifica dell’illegalità nel ciclo del cemento, la Puglia rimane stabilmente al secondo posto della classifica con 603 infrazioni accertate (quasi l’11% del totale nazionale), 880 persone denunciate e 318 sequestri effettuati. È l’unica regione, insieme alla Calabria, in cui sono stati effettuati degli arresti: sono state infatti 14 le persone raggiunte da ordine di custodia cautelare. Quattro province su sei, Bari, Foggia, Lecce e Taranto, si sono piazzate tra i primi 14 posti della graduatoria provinciale del mattone fuorilegge. La piaga del cemento fuorilegge devasta le località più rinomate dal Salento al Gargano. Proprio qui resiste la vergogna del villaggio abusivo di Torre Mileto, che Legambiente annovera nella classifica nazionale degli ecomostri da abbattere in corsia preferenziale.

 

Racket animali e infrazioni contro la fauna

animaliPer quanto riguarda il racket degli animali (corse clandestine di cavalli, combattimenti tra cani, traffico di animali da compagnia, commercio di specie protette, macellazione clandestina, bracconaggio e pesca di frodo) la Puglia scende al terzo posto (l’anno scorso era al secondo) con 953 infrazioni accertate, 899 persone denunciate, 50 arrestate e 321 sequestri effettuati. Tra le prime dieci province italiane per infrazioni contro la fauna troviamo Foggia con 288 infrazioni accertate (al 7° posto) e Bari con 249 infrazioni accertate (al 9° posto). In Puglia continuano a tenere banco fenomeni criminali come le corse clandestine di cavalli, più radicate nel Sud Italia. Nel mese di luglio 2013 tre persone sono state denunciate e dieci cavalli sequestrati. È l’esito dell’operazione della Polizia e della Guardia di Finanza di Lucera finalizzata al contrasto delle corse clandestine di cavalli e dei maltrattamenti di animali. Nelle campagne di Lucera gli investigatori hanno trovato tre aree dove erano stati realizzati dei manufatti adibiti a ricovero di equini e hanno sequestrato medicinali usati per incrementare le prestazioni fisiche e muscolari dei cavalli nel corso delle competizioni.

L’arte stuprata

Sul fronte dell’archeomafia, l’aggressione criminale al patrimonio artistico e archeologico, la Puglia, una delle regioni più ricche di reperti archeologici ma anche di tombaroli attivi, sale al settimo posto con 36 furti di opere d’arte. A luglio scorso i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Bari hanno eseguito 21 decreti di perquisizione emessi dalla procura della Repubblica di Foggia nei confronti di persone ritenute responsabili dei reati di ricettazione, ricerche archeologiche non autorizzate e impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo stato. L’attività di indagine riguardava il trafugamento di importanti reperti archeologici, testimonianze degli antichi insediamenti del IV-V secolo a.C. in Puglia e soprattutto della area foggiana, culla della cultura dauna.

ECCO LA TABELLA

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