Marasco e socialisti apparentati da quasi tre mesi. “Noi siamo lungimiranti”

Era il 2 marzo scorso quando socialismo dauno e Marasco firmarono un accordo scritto di apparentamento per il ballottaggio. Oggi il gruppo di Pino Lonigro ha presentato alla stampa quel documento per “fermare le voci che circolano in città: che avremmo chiesto non so quante postazioni nel prossimo consiglio comunale”.

Era il 2 marzo scorso quando socialismo dauno e Marasco firmarono un accordo scritto di apparentamento per il ballottaggio. Oggi il gruppo di Pino Lonigro ha presentato alla stampa quel documento per “fermare le voci che circolano in città: che avremmo chiesto non so quante postazioni nel prossimo consiglio comunale”. Alla firma erano presenti Lonigro e il segretario provinciale del Pd Raffaele Piemontese, ignaro di tutto Mariano Rauseo, segretario cittadino.

Una questione di equilibri interni in caso di apparentamento, e cioè il “sacrificio” di qualche consigliere Pd a favore dei socialisti,  starebbe bloccando l’attuazione del suddetto accordo. Il quadro che ne potrebbe venire fuori sarebbe troppo spostato verso la segreteria provinciale a scapito di quella cittadina: dietro il rinnovamento di una parte del consiglio comunale, o meglio, dei suoi candidati, si allungano le ombre degli scontri tra i vertici.

Domani a mezzogiorno scade il termine per presentare all’ufficio elettorale accordi di questo tipo. C’è un modulo predisposto ma, se la situazione non cambia, i socialisti esibiranno quello del 2 marzo all’ufficio. “Nel caso poi venisse rigettato dalla commissione elettorale, cercheremo di tutelare l’impegno in tutte le sedi opportune”. Nel frattempo Marasco, insieme a Di Gioia, Cusmai e Piemontese, hanno tenuto ieri sera un incontro a cena per discutere tra loro: “Crede- hanno chiesto a Lonigro durante la conferenza stampa- che Di Gioia abbia parlato per sé?”. “Non credo”. In queste ore è in corso una riunione dei candidati di ‘Un’altra storia per Foggia’, senza la macchina di voti socialista, ovviamente, che pare rappresentarsi da sé. Marasco si ricordava dell’accordo? “No, gliel’abbiamo ricordato noi”, Di Gioia lo sapeva. Del resto la legge dà la possibilità di apparentamento di una lista con un candidato sindaco nella prima battuta di votazioni, un candidato chiaramente altro rispetto al proprio.

La data del 2 marzo è antecedente alle primarie del Pd, dunque i socialisti ci hanno pensato molto prima che la campagna elettorale scaldasse i motori: “Siamo lungimiranti”. E agli elettori per il voto al ballottaggio i socialisti che dicono? Lonigro: “Gli elettori chiedono il rispetto di questo accordo”.

Intanto dal fronte di Di Gioia e delle sue liste, si conferma quanto già scritto da l’Immediato, cioè la “delega in bianco” al candidato sindaco per qualunque tipo di accordo. Che finora è politico, dunque senza scadenza e rimandabile a metà della settimana prossima. Nulla trapela dai discorsi tenuti sulla cena a quattro al Cicolella in fiera, su facebook l’hanno definito “il patto della crostata”.

Avrà Marasco recepito i quattro punti di Di Gioia, approvando una linea comune? Per ora si registra il cammino autonomo dei socialisti e il senso di squadra che persiste tra i candidati delle liste rimaste con l’assessore barese, insieme al confronto dei numeri, quasi due punti in più per quella omonima di Di Gioia contro Lavoro e libertà. Una prova di forza? Da casa socialista smentiscono che di questo si tratti, dalla loro ex coalizione ostentano distacco,  sia per il “documento” esibito, sia  per la scelta di Pino Lonigro.