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Home - Il “pasticciaccio brutto” delle liste di Stornarella

Il “pasticciaccio brutto” delle liste di Stornarella

Di Saverio Gaeta
28 Aprile 2014
in Politica
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Vito Monaco

Benvenuti a Stornarella, il paese dove gli intrecci della politica sono più complessi di quelli di una corda per portachiavi. Se c’è infatti una realtà territoriale in preda, in ogni tornata elettorale, a continui laboratori politici, è proprio il piccolo comune dei Cinque Reali Siti.

Dopo il fruttuoso esperimento di matrimonio tra Centrodestra e Centrosinistra nell’ultimo decennio di amministrazione guidata da Vito Monaco (grazie alla lista Alleanza Popolare) e senza mai una crisi neppure accennata, in vista delle imminenti elezioni amministrative si ripete un meccanismo di meltin pot di liste civiche, capaci di accogliere soggetti dagli orientamenti politici tra di loro anche diametralmente opposti.

“Nei paesi con pochi abitanti più che l’appartenenza a un colore partitico, contano capacità, competenza e serietà nell’amministrare la cosa pubblica” è la voce unanime a giustificare tale pratica, irta però di contraddizioni e dibattiti. E così, fatta eccezione per la coalizione di Massimo Colia che ha “volutamente scelto gente nuova” (ma in secondo piano è comunque forte il sostegno dell’ex sindaco berlusconiano Antonio De Angelis), Domenico Ciccone e Michelina Costa si presentano al via con liste civiche “minestrone”: il primo si stacca dal sindaco uscente, di cui ha fatto il vice per cinque anni, e riparte da “Unità, Trasparenza e Progresso”, mentre la seconda, alla prima esperienza nel mondo della politica, mette “Stornarella nel cuore” riunendo ex consiglieri di Maggioranza e di Minoranza.

Colia, imprenditore agricolo nato nel 1970, è stato il primo a rendere ufficiale la propria candidatura, identificandosi nella lista “Stornarella in movimento”: il segretario regionale di Italia dei Valori sceglie inediti sette uomini e cinque donne, definiti “volti puliti per amministrare con serietà e impegno”, e i rumors lo danno come favorito ai nastri di partenza. Domenico Ciccone, classe 1966 e di professione operaio alla SATA di Melfi, rompe con il Pd locale e decide di unire forze fresche all’esperienza di Franco Luce, Saveria Di Palma e Vito Ferrucci, già in quota alla maggioranza guidata da Vito Monaco, con l’obiettivo di “formare una squadra competente e piena di entusiasmo”: con lui si è accasato anche Pasquale Fiorilli, ex candidato sindaco dimessosi da consigliere per aver ricevuto alcune intimidazioni da un gruppo di immigrati e in polemica anche lui con la sezione cittadina piddina.

colia
Massimo Colia

Infine c’è Michelina Costa, 48 anni, insegnante di scuola superiore, è riuscita quasi in extremis a completare la propria squadra: “ho scelto il simbolo del cuore, perché è dal cuore che mi farò guidare nel compiere tutte le scelte politiche verso la mia città” spiega motivando il simbolo della lista, formata tra gli altri da Arcangelo Colangione, Giuseppe Nigro (consiglieri uscenti della Maggioranza), Gerardo Ciocia (con Monaco durante il primo mandato), Alfonso Olivieri (ex all’opposizione) e Gaetana Fiorilli (moglie del consigliere di minoranza uscente Quinto Giuseppe). Se a dar manforte a Colia c’è De Angelis, a collaborare dietro le quinte con Costa ci sono proprio Vito Monaco e Tommaso Angerame, segretario cittadino del Partito Democratico e fervido sostenitore della candidatura della seconda donna a sindaco nella storia di Stornarella, dopo un’altra Michela, di cognome Cassanelli, negli anni Novanta. Tra le altre curiosità, si osserva che la coalizione di Ciccone è quella dall’età media più alta, 45 anni contro i 38 delle altre due concorrenti; detto della scelta di Colia di più uomini che donne, Costa e Ciccone si affidano invece alla parità di genere, puntando entrambi su sei uomini e sei donne.

Tags: Arcangelo ColangioneGiuseppe NigroStornarellaVito Monaco
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