Lucera verso il voto: la squadra degli ex renziani gioca con le liste civiche. Abate: “Sostengo Tutolo”. Per Bizzarri spunta Sgarbi

Fabrizio Abate, segretario Pd dimissionario, ex componente della segreteria cittadina, fuori dal partito con altri 20 iscritti. “Siamo tutti renziani, qualcuno è rimasto ma si tratta di pochi che non ci hanno seguito”.

Vittorio Sgarbi

Un simbolo nero con una scritta rossa, ‘Lucera con Sgarbi per Bizzarri sindaco’, il candidato della città federiciana. Alla fine il critico d’arte avrebbe accettato che il suo nome sia affiancato a quello dell’aspirante primo cittadino del Pd. Di mezzo, la cultura, gli incontri tenuti nel paese, le mostre, l’apprezzamento per il patrimonio artistico e un certo spirito “liberale” che aleggia sulla simpatia reciproca. Bizzarri non è stato eletto con primarie, anzi, i vertici locali non le hanno proprio celebrate. Suo padre è stato l’ultimo onorevole lucerino del Msi degli anni ‘80, fortemente caldeggiato da Labbate, l’ex sindaco che nel 2007 governava una giunta di centrodestra. “E a lui si richiama”, sottolinea Fabrizio Abate, segretario Pd dimissionario, ex componente della segreteria cittadina, fuori dal partito con altri 20 iscritti. “Siamo tutti renziani, qualcuno è rimasto ma si tratta di pochi che non ci hanno seguito. Nel Pd vedo solo un’accozzaglia di gente compatta per fare fronte comune contro Tutolo, prevedendo una sconfitta dell’amministrazione attuale”.

Giuseppe Bizzarri
Giuseppe Bizzarri

Lui si presenta con i ‘Democratici per Lucera’, una delle sei liste che sostiene, appunto, Tutolo, consigliere comunale uscente (con altri tre dei suoi), noto per le sue arringhe in piazza e i tazebao quando il suo simbolo era “Il partito della Pagnotta”. Fino a qualche tempo fa si connotava come il nemico numero uno del Pd, oggi con lui per fermare “la restaurazione” – lessico storico-politico di Abate- una fetta importante di ex. “Bizzarri, tirato fuori dal cilindro, sarà utile al mantenimento degli equilibri”. In questa partita per riprendersi Lucera, il Pd è schierato con i Democratici autonomi di Michele Emiliano, l’Udc, il Centro democratico e il movimento “Labbate e Lucera Viva” (due liste accorpate). Primarie, dicevamo. A Foggia hanno provocato la rottura con Sel, a San Severo l’elezione del consigliere regionale Marino ha fatto perdere Miglio e una parte di sinistra. Lucera non  ha votato affatto e oggi è orfana di un blocco di attivisti di lungo corso. “Cambiamo verso”, riecheggia Abate, ma giocano la partita in una civica a sostegno di un’altra civica.

Fabrizio Abate
Fabrizio Abate

Il partito di Vendola ha deciso a Lucera di correre da solo, con un candidato comune e condiviso non avrebbe fatto questa scelta solitaria e monolista. Difficile far scattare un consigliere ma, evidentemente, Michele Lunetta ha ritenuto ci fosse uno spazio perlomeno politico fra un Pd riplasmato a destra e la formazione di Tutolo.

Il Consiglio di Stato ha annullato la variante per Lucera 2, quindi si riaprirà a breve il discorso sul Pug che il sindaco uscente Dotoli vorrebbe mettere in cantiere in questi giorni. L’imminenza delle elezioni non favorisce i propositi. “Noi puntiamo al recupero, a ricucire il centro storico, al turismo”, dice l’ex segretario piddino parlando dei programmi per la città. Bella, lo dice pure Sgarbi. “La partita elettorale è centro-destra contro centro-destra contro liste civiche”. Ma questo il critico d’arte non lo sa. Lo scenario è insolito.