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Home - Inizia la rimozione dei rifiuti a Ordona, spuntano scarti ospedalieri. Si lavora con le maschere antigas

Inizia la rimozione dei rifiuti a Ordona, spuntano scarti ospedalieri. Si lavora con le maschere antigas

Di Francesco Pesante
23 Aprile 2014
in Cronaca
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Scarti ospedalieri, maschere antigas e tonnellate di rifiuti. Il carotaggio è cominciato. Entrano nel vivo le operazioni per rimuovere la monnezza nella cava di Ordona, a pochi passi dal sito archeologico di Herdonia. È iniziata stamane e promette di andare avanti anche nei prossimi giorni la campagna di scavi in contrada “Cacciaguerra” dove stanno venendo alla luce migliaia di tonnellate di rifiuti speciali interrati negli anni passati, come è emerso da una inchiesta che lo scorso 11 aprile ha portato all’arresto di 14 persone (uno, Giuseppe De Nittis, è ancora ricercato). Sul posto si trovano i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Bari.

Dalle indagini riguardanti un traffico di rifiuti speciali tra Campania e Puglia si è stimato che il quantitativo di materiale “tombato” ammonterebbe a circa 500 mila tonnellate. E le prime risultanze dei carotaggi e degli scavi in corso da stamane confermano sia il quantitativo ingente che la pericolosità dei rifiuti sotterrati. Da quanto si apprende gli operatori stanno utilizzando anche maschere antigas per proteggersi dalle esalazioni e sta emergendo anche la presenza di rifiuti ospedalieri. Le indagini hanno accertato che sarebbero stati scaricati nelle campagne di Ordona circa 8 camion al giorno di rifiuti per un anno intero.

I rifiuti erano prodotti in diversi comuni delle province di Salerno e di Caserta. La frazione umida, dopo una sosta in impianti di compostaggio campani (la Biocompost di Bisaccia), dove non subiva alcun tipo di trattamento e veniva corredata da documentazione falsa, veniva “tombata” nell’enorme cratere in un’area agricola di Ordona di proprietà della Edil C (LEGGI) dove oggi sono in corso gli scavi. Secondo l’inchiesta, almeno 12.000 tonnellate di frazione secca, invece, sarebbero state disperse tra Puglia, Basilicata, Molise e Campania. Prima di smistare i rifiuti nelle loro destinazioni definitive, tra cui anche cave e aree vicine a zone lacustri, venivano usate aree di stoccaggio nel foggiano. In particolare, per gli smaltimenti illeciti sarebbe stata usata come base operativa l’area di parcheggio di Carapelle della “Ecoball Bat” di Cerignola.

Intanto i cittadini continuano ad interrogarsi. Come può essere successo tutto ciò in un’area stracolma di vincoli paesaggistici? Come può esserci una cava adibita a “maxi cassonetto di immondizia” a pochi passi dal fantastico foro romano dell’antica Herdonia? Queste sono solo alcune delle domande che attanagliano i residenti. Ci hanno anche spiegato che negli anni sono stati più volte negati progetti di edilizia privata proprio a causa dei vincoli paesaggistici. Ma il paradosso vuole che nel frattempo siano state ammonticchiate tonnellate di rifiuti e installata persino una pala eolica. Insomma, tutto in barba al rispetto per l’ambiente. I cittadini parlano anche di un muro di terra alta che sarebbe stato messo in piedi nella zona per coprire (invano) il cattivo odore. Negli ultimi mesi infatti, la situazione era divenuta insostenibile.

L’Immediato ha contattato anche il Comandante Provinciale dei carabinieri, Antonio Basilicata per un parere sulle operazioni di carotaggio: “Sulla presenza di scarti ospedalieri andrei cauto – ha detto -, siamo in attesa di ulteriori verifiche e vi aggiorneremo presto”. La situazione sembra ancora più grave di quanto si potesse immaginare.

Nel frattempo anche la Regione Puglia si attiva e prepara un incontro per lunedì prossimo. “Sulla scorta delle evidenze emerse dall’attività della magistratura – si legge nella nota giunta da Bari – è nostra intenzione fare tutto quello che è in nostro potere per preservare la salute dei cittadini e la cifra ambientale, intervenendo, per quanto di nostra competenza, immediatamente alla verifica ed al contenimento di eventuali contaminazioni”. Così l’assessore alla qualità dell’ambiente della Regione Puglia, Lorenzo Nicastro, annuncia l’intenzione di incontrare i sindaci dei comuni nei cui territori sono emerse le criticità.

“Come già stiamo facendo per altri territori della Regione, anche per la Provincia di Foggia, faremo un approfondimento. Abbiamo convocato un incontro con gli amministratori locali per fare un focus sulla situazione già per il prossimo lunedì (nella mattinata del 28 aprile – presso l’assessorato in viale Magnolie Z.I. Modugno Bari) – prosegue Nicastro – con l’obiettivo di evidenziare strumenti e risorse da mettere in campo a tutela dei cittadini”.

 

Tags: AvellinoBlack LandCampaniacapitanataFoggiaOrdonarifiuti
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