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Home - Finalmente liberi dal pizzo, le vittime della mafia foggiana visibilmente felici. D’Alba: “Città si sta svegliando”

Finalmente liberi dal pizzo, le vittime della mafia foggiana visibilmente felici. D’Alba: “Città si sta svegliando”

Di Redazione
4 Dicembre 2018
in Cronaca
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L’operazione della DDA Decima Azione fisserà il “principio di una rivoluzione culturale”, come l’ha chiamata il procuratore Ludovico Vaccaro, definito “il procuratore a capo della Procura più scomoda d’Italia”?

Il giorno dopo gli arresti, alcuni commercianti del centro, in chiacchierate informali, facevano notare il “silenzio lunare” di quella giornata storica per la città. Un silenzio che aveva il sapore della speranza e della libertà. In 8 minuti le forze dell’ordine, come è stato detto in conferenza stampa, hanno “restituito alle attività commerciali la possibilità di essere libere dal pizzo”.

“L’importanza è questa: l’operazione rende liberi gli esercenti”, è la consapevolezza. Saranno davvero liberi i commercianti sapendo che i vertici della società sono stati decimati, decapitati?

Le 285 pagine di ordinanza disegnano una mafia inserita in tutto il tessuto economico e sociale della società civile foggiana, che ribalta certe convinzioni dell’opinione pubblica. La pressione e la “tassa di sovranità” delle batterie della “Società”, da quello che emerge dalle indagini, si infiltrano ovunque. Dal caro estinto agli pneumatici, dalla distribuzione organizzata locale agli appalti, fino al Foggia Calcio e al più grosso gruppo imprenditoriale sanitario della Capitanata e della Puglia. In queste ore ci si interroga sulle ripercussioni di tali notizie soprattutto inerenti il calcio.

>>> LEGGI: I TENTACOLI DEI BOSS <<<

Dalla dirigenza del Foggia Calcio, fatta eccezione per il Mister De Zerbi, non c’è stata nessuna presa di posizione, nessuna nota stampa, neppure rituale. I fratelli Sannella hanno preferito mantenere il silenzio.

Abbiamo raggiunto al telefono Michele D’Alba, socio di Universo Salute e imprenditore del Don Uva. Nell’ordinanza si legge dei “boom e dei baam” e delle pressioni su due assunzioni nella Rssa. Ernesto Gatta e Francesco Tizzano avvicinano il responsabile del personale per raggiungere Paolo Telesforo ed inserirlo nella “lista” come D’Alba. Il messaggio da recapitare: “questa palla se la deve tenere D’Alba” facendogli intendere il riferimento al pagamento del pizzo da parte di Michele D’Alba che a l’Immediato ha commentato: “Ho letto bene le vicende sulla stampa, sono a conoscenza di tutti i passaggi che ci riguardano, la città si sta svegliando”.

Gli imprenditori che non denunciano “sono coraggiosi in senso negativo”, perché “accettano di vivere in condizioni di limitata libertà, quasi disumana”, è stato detto a Bari.

Hanno vissuto così, con limitata sovranità nei loro stessi negozi, i titolari di Carni e Affini. Nell’ordinanza si fa solo il nome dell’amministratrice della società. Oggi era al lavoro nel suo spazio commerciale in via Lucera. L’imprenditrice parla con gli occhi, è visibilmente felice per gli arresti. La pressione della malavita era fortissima, per Natale i supermercati, stando all’inchiesta, pagavano 4mila euro di pizzo in una tranche unica.

Vi siete liberati finalmente di questo balzello natalizio e mensile? Sta collaborando? La donna sorride, alza le spalle. “Non ho letto le carte, io sono solo l’amministratrice, mio padre decise che dovevo essere io, firmo solo i vari documenti, ma non sono io ad occuparmi dei pagamenti e dei soldi”, si limita a dire.

Siamo andati a trovare i due titolari della catena di supermercati nella sede di via Manfredonia, ma non c’è stata risposta. Il filtro di un impiegato ha agito prima di arrivare nei loro uffici.

Anche al Caffè dell’Alba, il clima sembra sereno ma la titolare preferisce non parlare. Tutte le mattine, dalle 9 alle 11, serve i clienti, come sempre.

Tags: Foggiamafiaoperazione Decima Azionepizzosocieta foggiana
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