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Home - Faragola distrutta, non c’è mano criminale. Avanza ipotesi di atto colposo

Faragola distrutta, non c’è mano criminale. Avanza ipotesi di atto colposo

Di Francesco Pesante
9 Settembre 2017
in Cronaca
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Una tragica fatalità. Si fa sempre più concreta la possibilità che la villa romana di Faragola sia andata distrutta a causa delle fiamme sprigionate da alcune sterpaglie poste in un campo agricolo adiacente al sito archeologico. Caduta fin da subito l’ipotesi relativa all’uso di esplosivi, si va affievolendo anche l’idea che qualche malintenzionato abbia utilizzato liquido infiammabile. I vigili del fuoco non hanno trovato tracce riconducibili ad un atto doloso. I carabinieri che indagano sull’accaduto, contattati a più riprese dalla nostra testata, confermano questa tesi. La Procura di Foggia, intanto, ha aperto un fascicolo contro ignoti al fine di fare piena luce sulla vicenda. Anche il Comune di Ascoli Satriano si è attivato con l’ausilio di alcuni consulenti. 

Rilevante il commento apparso sul nostro quotidiano, a firma di Ambretta Cacciaguerra, proprietaria dei terreni dove insiste il sito archeologico di Herdonia. “Conosco bene il posto e dopo l’incendio mi sono recata due volte. Quella notte il vento tirava dalle sterpaglie verso la struttura. La copertura di legno (ignifugo per modo di dire perchè è bruciato) era rivestita di pannelli di lamiera. All’interno del legno vi erano chiodi e bulloni di metallo. L’impalcatura era a filo della rete al di là della quale vi erano le erbacce. Altra erba bruciata si vede a filo delle strutture. Se il metallo dei pannelli (che sono a contatto delle travi di legno) si scalda troppo e si scaldano anche i bulloni infissi nel legno – continua -, questo inevitabilmente prende fuoco. La struttura ricoperta di metallo diventa un vero e proprio forno e le temperature si alzano finchè tutti i pannelli saltano per aria. Si vede che la struttura di legno brucia mentre i pannelli non ci sono più. Le cunette sono bruciate anche sul lato opposto della strada ed anche dopo un incrocio, proseguendo nella stessa direzione. Quale criminale avrebbe fatto questo? Un deficiente sì, ma un criminale scappa e non continua a bruciare cunette. Purtroppo – conclude – è molto più bello ipotizzare complotti criminali e soprattutto allontana le responsabilità”.

Ci si interroga ancora sull’assenza di un servizio di guardiania e su quei lavori per il “recupero e la valorizzazione dell’area archeologica” che sarebbero dovuti partire a novembre 2016 per concludersi a marzo 2018. “Mai visto un operaio”, le parole del sindaco di Ascoli Satriano, Vincenzo Sarcone alla nostra testata.

 

Bordo: interrogazione al ministro Franceschini

“Il Ministero dei Beni Culturali deve attivarsi subito per garantire il restauro della Villa Faragola e la rapida e completa ricostruzione delle strutture distrutte dall’incendio”. È quanto chiede l’onorevole Michele Bordo, presidente della Commissione Politiche UE della Camera, nell’interrogazione presentata al ministro Dario Franceschini per “richiamare l’attenzione del Governo sul gravissimo danno subito dal patrimonio archeologico nazionale”.

“Vigili del Fuoco e Carabinieri – continua Bordo – sono ancora al lavoro per individuare le cause e le eventuali responsabilità dell’incendio. In ogni caso, il principale interesse è che Villa Faragola sia immediatamente restaurata e resa fruibile insieme a tutto il patrimonio archeologico della zona. Anche per non disperdere le tante risorse pubbliche messe a disposizione dallo Stato, dalla Regione, dall’Unione Europea e dagli enti territoriali per valorizzare l’intera area.

Villa Faragola e l’intero sito archeologico sono un pezzo significativo della nostra storia e della nostra cultura – conclude Michele Bordo – Dobbiamo tutti impegnarci per la loro difesa e valorizzazione, perché da questo dipende anche il nostro futuro“.

Tags: Ascoli SatrianocarabinieriFaragolaprocura
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