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Home - Chiusura Ghetto di Rignano: il piano c’è, lo scetticismo pure

Chiusura Ghetto di Rignano: il piano c’è, lo scetticismo pure

Di Francesco Pesante
16 Aprile 2014
in Economia
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Guglielmo Minervini e il prefetto Latella

Il progettone c’è ma anche le criticità. Oggi pomeriggio nella Prefettura di Foggia, l’assessore regionale Guglielmo Minervini ha presentato il piano per smobilitare il ghetto di Rignano. Chiaramente non sarà facile e gli operatori del settore hanno già sollevato le prime perplessità. Ma partiamo da quanto illustrato da Minervini. L’obiettivo principale è quello di trasferire i residenti del ghetto di Rignano in almeno tre diverse location tra San Severo, Lucera e l’ex area servizi di Amendola. Ma si punta a far salire il numero di siti almeno a 5. Oggi i numeri del Ghetto sono impressionanti e nella stagione estiva il totale dei residenti schizza a qualche migliaio. Minervini già promette la chiusura da inizio luglio ma alcuni degli operatori presenti hanno fatto notare che gli abitanti del Ghetto non sono nemmeno a conoscenza del piano o lo conoscono superficialmente. La Regione punta ad almeno 5 siti da 250 posti ciascuno distribuiti sul territorio e in prossimità di aziende dove c’è richiesta di manodopera agricola. Luoghi, dunque, che non abbiano l’ “effetto ghetto”. Location con servizi di accoglienza, tutela legale, presidi sanitari, spazi per la socializzazione. Si tratta di più azioni convergenti che il Ministero del Lavoro potrebbe eleggere a piano nazionale. Insomma, Rignano come modello da esportare. “Vogliamo scrivere una pagina bella in una provincia tacciata di avere una debole autofiducia”, ha detto Minervini. “Servirà una sinergia intelligente per cambiamenti incisivi e per realizzare un’accoglienza che funzioni”. Poi c’è il tema della sicurezza, anche qui Minervini promette “controlli diffusi e sistematici”. Ma come detto, sarà necessario informare i protagonisti del piano, ovvero i residenti del Ghetto. Le catapecchie di Rignano sono ormai delle vere e proprie abitazioni per molti di loro, alcuni dei quali presenti in quell’area da parecchi anni. In Regione volano alto, basta osservare Elena Gentile giunta in Prefettura a conferenza già iniziata. L’assessore cerignolana è raggiante e lo dimostra apertamente durante il suo breve saluto prima di scappare via. La verità è che attorno al piano regna molto scetticismo, sui numeri e sull’efficacia. “C’è un’ansia che va gestita e servirà l’aiuto di tutti”, ha sottolineato Minervini. Presenti in Prefettura anche il dirigente regionale Vito Ferrante che guiderà la task force per chiudere il Ghetto e Raffaele Celeste della Protezione Civile. Le idee ci sono ma per attuarle dovranno confluire parecchi fattori. Proprio per questo dovrebbe esserci a breve un incontro con il sistema delle imprese per mettere in campo strategie per l’integrazione lavorativa dei migranti. “Non sarà uno sgombero – ha evidenziato Minervini -, i residenti del Ghetto vivranno da protagonisti una scelta”.


Tags: Elena GentileGuglielmo Minerviniluisa latellaregione pugliarignano garganico
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