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Home - Patrimoni culturali e paesaggi, dopo 20 anni di fallimenti (e soldi buttati) si tenta la ripartenza. La sfida di Apulia Felix

Patrimoni culturali e paesaggi, dopo 20 anni di fallimenti (e soldi buttati) si tenta la ripartenza. La sfida di Apulia Felix

Di Roberta Fiorenti
5 Giugno 2014
in Turismo
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L’intervento dell’assessore regionale, Angela Barbanente

Il paesaggio, tra tutela e valorizzazione, e la cultura come “elemento straordinario di crescita civile” al centro della tavola rotonda promossa da Apulia Felix che si è tenuta questa mattina, presso l’Auditorium Santa Chiara, in coda alla cerimonia di inaugurazione. Ospite d’onore il sottosegretario di Stato al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Ilaria Borletti Buitoni. Proprio dalle tematiche affrontate nell’instant book a cura dell’ex presidente del Fai (dal titolo “Con la cultura (non) si mangia? Quello che avrei voluto fare e non ho potuto e perché”), ha preso le mosse la riflessione sul tema “Patrimoni culturali e paesaggi, nuove forme di sviluppo per il Sud e l’Italia”, che è anche il tema della pubblicazione dell’archeologo Giuliano Volpe, che sarà presentata a Roma il 16 giugno prossimo, alla presenza, tra gli altri, del ministro Dario Franceschini.
Due pubblicazioni convergenti nell’obiettivo di produrre cambiamenti nella visione delle politiche culturali, come ha spiegato il presidente di Apulia Felix, intervenuto nella veste di Presidente del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici all’incontro che ha visto anche la partecipazione, in qualità di relatori, di Alessandro Laterza, vicepresidente di Confindustria con delega al Mezzogiorno, e Angela Barbanente, assessore regionale alla Qualità del territorio.
“Tutela e valorizzazione ancora vengono visti come componenti separate, ma non hanno senso l’una senza l’altra, e allora dobbiamo superare le resistenze di conservatori, moderati e radicali, anche all’interno della nostra categoria”, ha affermato l’archeologo che attraverso la Fondazione foggiana e il suo prestigioso incarico si spende per costruire “un’alleanza degli innovatori” nel campo dei beni culturali, puntando il dito contro i “produttori compulsivi di appelli e articoli infarciti di no verso qualsiasi cambiamento”. “Penso che costoro -ha continuato Volpe- siano oggettivamente i migliori alleati di chi considera la cultura una zavorra allo sviluppo. Sono gli alleati dei cosiddetti petrolieri dei beni culturali, di chi ha una visione rozzamente economicistica del patrimonio culturale”.

Un errore, a suo dire, contrapporre patrimonio culturale e paesaggio da un lato, e sviluppo dall’altro, perché “la sfida consiste nel saper costruire nuove forme di sviluppo durevole e sostenibile, grazie anche al patrimonio culturale e paesaggistico”.
Un concreto sostegno, per la valorizzazione e tutela del patrimonio culturale, ha sottolineato l’editore barese, rappresenterebbe il disegno di legge, in dirittura d’arrivo, che disciplina le erogazioni liberali a favore degli interventi in campo culturale, garantendo sconti fiscali ai mecenati. L’attenzione particolare ai casi di Pompei e Caserta e l’articolo relativo al decoro dei siti culturali “scempiati da parcheggi abusivi e ambulanti” e l’intenzione di semplificare il rilascio di autorizzazioni da parte delle Sovrintendenze, sono gli altri aspetti positivi del decreto cultura, messi in evidenza dal vicepresidente Laterza che ha espresso valutazioni assai critiche sulla gestione delle risorse dei programmi interregionali Poin, per lo sviluppo di attrattori culturali e turistici.

santa chiara (3)
Il sottosegretario, Ilaria Borletti Buitoni

“È il capitolo più catastrofico di tutta la programmazione 2007-2013. Avevamo a disposizione un miliardo di euro e abbiamo combinato pochissimo. Questo miliardo si è ridotto a una dotazione di circa 630milioni di euro e di questi –ha riferito- solo la metà circa sono impegnati, cioè attribuiti, e quindi ci sono 300milioni di euro che non si sa di che morte devono morire e che a fine 2015 dovremmo poi restituire all’Unione europea. Sono in campo 1100 progetti, ma è scandaloso che si corra il rischio di restituire centinaia di milioni di euro”.
In campo col Piano operativo nazionale 2014-2020 700milioni di euro circa, di cui 500milioni destinati alla tutela e conservazione e circa 175milioni all’attivazione di dotazioni territoriali, e dunque all’iniziativa privata. La Regione Puglia, ha tenuto a precisare il vicepresidente Barbanente, “sull’asse beni culturali ha superato già nel 2013 il target di spesa comunitaria”. “La Puglia in questo campo è esempio di buona pratica. Ha impegnato l’intero ammontare delle risorse, con un lavoro di collaborazione con il Ministero, la direzione regionale e le Sovrintendenze, per accelerare i tempi di autorizzazione e presentarci con un pacchetto Puglia”.

Tra le altre buone pratiche del governo regionale in tema di beni culturali e paesaggio la legge organica che sostituisce le “leggine assai datate” e anche l’innovazione in qualità del piano paesaggistico territoriale e regionale, “frutto di uno sforzo comune che ha visto impegnate le università pugliesi”, e che ha prodotto il censimento di ben 12mila beni, rispetto al migliaio del patrimonio conosciuto del vecchio piano paesaggistico.
È la mancanza di visione di un Paese che cambia la classe politica ogni anno a produrre “effetti devastanti sui nostri beni culturali e sul nostro paesaggio”, la valutazione del sottosegretario. “Il più devastante consumo di suolo è avvenuto nel nostro Paese rispetto agli altri paesi europei. Eppure anche lì si è costruito nel dopoguerra. C’erano delle regole sul consumo di suolo. Da noi è stato un far west, il paesaggio è stato assalito e i centri storici si sono svuotati di identità e di vita, e si sono costruite new town attorno ai centri storici, senza alcun collegamento. Avevamo a portata di mano la possibilità di fare dei nostri centri storici attrattori culturali, ma in questi vent’anni siamo riusciti a trascurarla”. Il turismo culturale è una preziosa risorsa: lascia il 70% in più rispetto al turismo balneare sul territorio ma per la “mancanza di visione” si è sperperata una ricchezza.

Tags: Apulia FelixAuditorium Santa ChiaraGiuliano VolpeIlaria Borletti BuitoniMinistero dei Beni Culturaliturismo
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