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Home - Buonarota lascia “Socialismo dauno”. Fine dell’amore con Lonigro

Buonarota lascia “Socialismo dauno”. Fine dell’amore con Lonigro

Di Paola Lucino
20 Ottobre 2014
in Politica
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Fine dell’idillio politico tra il consigliere regionale di socialismo dauno Pino Lonigro e Luigi Buonarota, il più suffragato a Foggia con 1500 preferenze alle ultime comunali. In una dura nota annuncia il suo addio a socialismo dauno. Il suo lavoro di consigliere comunale prosegue in ‘Lavoro e libertà’, di cui continuerà ad essere capogruppo, per le prospettive attende sviluppi.
Alla base del gesto lo scontro in un riunione tenutasi giovedì: “Lonigro fa e Lonigro disfa, sono stato assalito per aver votato un socialista come me, Saverio Cassitti (alle provinciali, ndr) invece che un componente della lista ‘Uniti per la Capitanata’, come voleva il capo, lista di cui sono venuto a conoscenza una settimana prima, né qualcuno ha ritenuto di darmi spiegazioni né di chiedermi un’eventuale candidatura. Il modo con cui sono stato bersagliato in quella riunione era al limite della tolleranza ma sono rimasto fino alla fine per onorare i compagni con cui ho condiviso tante esperienze”.
Covava da tempo il malumore. Buonarota riprende la storia dei giorni del ballottaggio in cui già si era espresso per il sì a Marasco e aggiunge: “Hanno votato il sindaco di centro destra a causa del mancato rispetto dell’accordo con Marasco ma presumibilmente per un mancato accordo, a dire dei più informati, con Michele Emiliano in proiezione delle regionali 2015”. Un’affermazione lanciata lì, senza approfondimenti.
La lista ‘Uniti per la Capitanata’ è stata il fiore all’occhiello di Lonigro alle provinciali. All’Immediato il consigliere regionale sottolineò, qualche giorno fa, gli 11mila voti (ponderati) che hanno fatto la differenza per far vincere Miglio e che “hanno cambiato gli equilibri del centrosinistra”. Probabilmente Lonigro non ha affatto gradito che il suo impegno sia stato “tradito” proprio da un socialista e il tentativo (riuscito) di aggregare forze diverse sia stato in qualche modo indebolito proprio dai suoi. Per le regionali bisogna presentarsi compatti, insomma, né Lonigro ancora si è espresso a favore di Stefàno, visto che in ‘Uniti per la Capitanata’ c’erano molti componenti di Sel.
Al Pd, per ora, Buonarota dichiara “amicizia e comunanza di intenti”, pensare al carro renziano, eventualmente, è prematuro: “Vedremo”.
Di socialismo dauno dice che “non è più luogo di condivisione, partecipazione, responsabilità e manca la pianificazione condivisa di un ricambio generazionale”.
Poi l’attacco diretto a Lonigro: “È giusto che una sola persona decida, comunichi pubblicamente per poi convocare gli organi politici preposti?”. Si dimette e si dice disponibile “alle istanze di tutti quei compagni liberi dalle logiche oligarchiche del movimento”.

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