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Home - Mafia a Monte, “chi si fa i fatti suoi campa cento anni”. La minaccia social del giovane boss

Mafia a Monte, “chi si fa i fatti suoi campa cento anni”. La minaccia social del giovane boss

Di Francesco Pesante
11 Settembre 2015
in Cronaca
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La minaccia corre su Facebook. Matteo Fabiola Pettinicchio, giovane boss di Monte Sant’Angelo (ci siamo occupati di lui alcuni giorni fa, ndr), ha pubblicato un post sul social network che lascia poco spazio all’immaginazione. “Chi si fa i fatti suoi campa cento anni (scritto però in dialetto, ndr). Leggete meno che poi vi fa male la testa… poche parole buon intenditore”. E ancora: “La gente di questo paese è ridicola.. commentano dicerie e non sanno nemmeno quello che dicono”. Il post, subito intercettato dalle forze dell’ordine, è stato rimosso.

Pettinicchio, 30 anni, figlio dell’ex consigliere comunale Antonio, è presente tra gli “omissis” della relazione del prefetto relativa allo scioglimento del comune di Monte Sant’Angelo per mafia. “Matteo Pettinicchio – si legge – è ritenuto contiguo al contesto criminale del “Clan dei Montanari”, riconducibile alla famiglia Libergolis, come si desume anche dalle sue pregresse frequentazioni, risultanti da diversi controlli di polizia, che vanno dal 2003 al 2008, tra cui elementi di spicco nell’ambito delle consorterie mafiose. Più volte tratto in arresto, Pettinicchio ha diversi pregiudizi per reati gravi come le estorsioni. È stato coinvolto anche nell’operazione “Rinascimento” (già citata dalla nostra testata) e sottoposto in tale ambito a fermo di indiziato di delitto emesso dalla DDA di Bari – convalidato dal giudice per le indagini preliminari con contestuale applicazione di misura cautelare – insieme ad altre 17 persone, per reati di estorsione, porto e detenzione abusiva di armi, favoreggiamento della latitanza del boss Giuseppe Pacilli detto “Peppe u’ montanar”, procurata inosservanza di pena ed altri gravi reati.

Matteo Pettinicchio
Matteo Pettinicchio

Suo cugino Damiano Totaro (con interessi nel Monte Calcio e consigliere direttivo del Parco del Gargano) gestisce la RSSA che, stando alla relazione, è stata oggetto di atti di intimidazione già poche settimane dopo il rilascio dell’autorizzazione al funzionamento. Dagli accertamenti effettuati dall’organo ispettivo è emerso che tra i dipendenti della residenza per anziani c’è proprio la compagna di Matteo Pettinicchio oltre a quella di Enzo Miucci, anche quest’ultimo esponente di spicco della criminalità organizzata. 

Il confronto pubblico

Intanto domenica prossima alle 19, nella sala convegni delle Clarisse a Monte Sant’Angelo, si terrà un confronto pubblico sulla relazione prefettizia di scioglimento del consiglio comunale per mafia. L’obiettivo è quello di “capire meglio il perché dello scioglimento e comprendere come chiudere la pagina più nera della storia della città”.

Tags: Damiano TotaroEnzo MiucciGiuseppe PacillimafiaMatteo Pettinicchiomonte sant'angelo
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