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Home - “È stata una tragedia”, agricoltori sostengono Michele Marchese. “Ha ucciso per paura”

“È stata una tragedia”, agricoltori sostengono Michele Marchese. “Ha ucciso per paura”

Di redazione
12 Settembre 2015
in Cronaca
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“Sosterremo la battaglia legale di Michele Marchese. Per ora ci siamo costituiti in comitato spontaneo, che sarà costituito formalmente con atto notarile nei prossimi giorni, e avvieremo una raccolta fondi. Nessun agricoltore deve restare solo di fronte al vero e proprio assalto quotidiano della criminalità alle nostre campagne”. Gli agricoltori di Capitanata riuniti nel “Comitato per la legalità e la sicurezza in agricoltura” hanno deciso di intraprendere un’azione forte, concreta, per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica rispetto a un problema che ha già assunto dimensioni insostenibili. Michele Marchese è l’agricoltore che, il 26 agosto 2015, ha ucciso Antonio Di Ciomma, un 67enne di Cerignola già noto alle forze dell’ordine che, notte tempo e incappucciato, probabilmente assieme ad altre persone, si era introdotto nella sua proprietà. “E’ stata una tragedia”, dichiarano gli agricoltori del Comitato. “Non vogliamo che tragedie del genere si ripetano e non è nostra intenzione incoraggiare gli agricoltori a farsi giustizia da soli. Il punto è un altro: nelle nostre campagne si spara ogni notte e nessuno ne parla, quasi fosse normale. Le bande criminali sono organizzate. Siamo costretti a subire veri e propri assalti che mettono a rischio non solo i nostri beni materiali e il nostro lavoro, ma anche la nostra vita e quella di chi vive e lavora con noi. Ormai siamo costretti a lavorare di giorno e a fare i guardiani di notte, senza sosta”. Michele Marchese, che aveva già subito furti a ripetizione, inclusi due trattori di ingente valore, tentativi di estorsione, atti intimidatori, è un uomo che, pur non volendo, è stato costretto a difendersi, a difendere se stesso, la sua proprietà e i suoi cari. “Quando sei costretto a usare un’arma, vuol dire che la paura e l’esasperazione ti hanno portato a un gesto estremo del quale è impossibile controllare le conseguenze. Poteva capitare a ciascuno di noi. Purtroppo non è stata la prima volta e non sarà l’ultima che un agricoltore venga a trovarsi nella situazione di Michele Marchese. Ecco perché è arrivato il momento di prendere posizione e di far comprendere a istituzioni e opinione pubblica a quale livello sia arrivato il dramma di noi agricoltori”. L’obiettivo del Comitato è aprire un dibattito serio sui problemi che i proprietari e i lavoratori delle aziende agricole della Capitanata affrontano ogni giorno. L’esigenza è quella di vedere finalmente affrontati quei problemi, seriamente, con proposte e atti capaci di andare oltre la demagogia e le ipocrisie che stanno caratterizzando la discussione su questioni serie e drammatiche come il caporalato e lo sfruttamento nei campi. “E’ necessario che gli agricoltori siano considerati per quello che sono realmente, vale a dire l’anello debole di un sistema che ci strozza, imponendoci corrispettivi sempre più al ribasso. L’agricoltura è il settore trainante della nostra economia, l’unico dal quale può arrivare un rilancio effettivo per lo sviluppo della nostra provincia. Per liberarne appieno le potenzialità, però, occorre che tutti gli attori sociali, istituzionali e imprenditoriali lavorino nella stessa direzione. Chiediamo che le forze dell’ordine siano messe nelle migliori condizioni di mettere in atto azioni volte a stroncare la filiera dei furti nelle campagne. Dove vanno a finire macchine e attrezzature rubate, chi alimenta un mercato che assesta danni spesso letali per le aziende agricole? Michele Marchese non è un eroe, ma non può neanche essere crocifisso: si tratta di un uomo che si è trovato da solo a combattere una battaglia più grande di lui, più grande di tutti noi. Ecco perché è il momento di essere uniti e di rimboccarsi le maniche, ancora una volta, tutti insieme. Nessuno deve restare solo”. Per la raccolta fondi, sarà aperto un apposito conto corrente non appena il Comitato sarà formalmente costituito. “Nei giorni in cui s’inaugura la Fiera del Levante, chiediamo al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che il suo Governo apra una riflessione seria sui problemi del Sud. L’agricoltura, nel Mezzogiorno d’Italia, è l’unica vera leva di sviluppo capace di integrare cultura, ricerca e innovazione, turismo e sostenibilità. Si parli anche di questo, alla Fiera del Levante, e si gettino le basi per una battaglia che va affrontata e vinta, altrimenti il nostro Sud scomparirà davvero”.

Tags: AgricoltoriAntonio Di CiommaCerignolaMichele MarcheseOmicidioTroia
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