Primo grande esodo d’agosto sotto la pressione del caro carburanti. Benzina e gasolio continuano a salire proprio nei giorni in cui migliaia di italiani si mettono in viaggio per raggiungere le località di villeggiatura, con effetti diretti sul budget delle vacanze.
Sulle strade nazionali, secondo l’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy, la benzina in modalità self service è arrivata a 1,998 euro al litro, contro 1,995 della giornata precedente. Il gasolio è invece salito a 2,092 euro, rispetto ai 2,080 euro rilevati ieri.
I prezzi sono ancora più alti lungo la rete autostradale: per un litro di benzina self servono mediamente 2,083 euro, mentre il diesel costa 2,171 euro al litro.
In Puglia il gasolio self service ha un costo medio di 2,103 euro al litro, mentre la benzina si attesta a 2,012 euro. Dati praticamente identici per la verde in Basilicata, dove il diesel raggiunge invece quota 2,108 euro al litro.
Il governo è chiamato ora a decidere come intervenire dopo la scadenza, fissata al 6 agosto, del taglio di 17 centesimi al litro sulle accise del gasolio deliberato dal Consiglio dei ministri della scorsa settimana. Tra le ipotesi al vaglio c’è una proroga attraverso il meccanismo delle accise mobili, finanziata dal maggior gettito Iva generato dai rincari di luglio. Se le risorse non fossero sufficienti, l’esecutivo potrebbe ricorrere a un nuovo decreto legge per reperire fondi nel bilancio dello Stato.
Il tema approderà in Parlamento con le comunicazioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sulla clausola nazionale di salvaguardia per l’energia. Martedì 4 agosto il ministro sarà ascoltato dalle commissioni Bilancio riunite, mentre il giorno successivo interverrà nell’aula della Camera.
Secondo il Codacons, nonostante lo sconto sulle accise sia stato in vigore per soli sette giorni nel mese di luglio, la spesa degli automobilisti per i rifornimenti su strade e autostrade è aumentata di 782 milioni di euro rispetto a luglio 2025. L’associazione stima inoltre in circa 2,9 miliardi di euro le entrate ottenute dallo Stato nell’ultimo mese attraverso Iva e accise sui carburanti.
Il Centro di formazione e ricerca sui consumi segnala che i più penalizzati sarebbero i proprietari di auto diesel. Rispetto alla fine di luglio 2025, un litro di gasolio costa in media il 26 per cento in più, con un aggravio superiore ai 43 centesimi al litro. Per la benzina l’aumento è invece del 16,5 per cento.
Tra le tratte più onerose figura Torino-Palermo: per coprire andata e ritorno, su un percorso complessivo di circa 1.588 chilometri, il costo dei rifornimenti arriva a 453 euro per un’auto a benzina e a 389 euro per una diesel.
Per Giuseppe Sperduto, presidente della Federazione italiana benzinai, sarebbe necessario introdurre un prezzo amministrato, stabilito dal governo e uguale per tutti, per evitare possibili speculazioni ai danni degli automobilisti.













