Prosegue il botta e risposta nel centrodestra foggiano in vista delle elezioni amministrative del 2027. Dopo l’intervento del consigliere regionale e segretario provinciale della Lega Napoleone Cera, arriva la replica di Fratelli d’Italia Capitanata, che respinge ogni tentativo di stabilire “patenti” di appartenenza politica e rilancia l’esigenza di mantenere unita la coalizione, aprendosi al civismo.
“Non accettiamo esami del Dna da nessuno”, afferma FdI in una nota, sottolineando come il centrodestra debba fondare la propria azione sull’unità e sulla capacità di dialogare “con il civismo sano, senza preconcetti”.
Il riferimento è alle recenti dichiarazioni di Cera, che aveva chiesto ai partiti della coalizione di definire un perimetro politico chiaro, sostenendo che il centrodestra debba allearsi soltanto con realtà civiche riconducibili alla stessa area.
Secondo Fratelli d’Italia, chi oggi “si attribuisce il ruolo di dispensatore di patenti e pedigree” dovrebbe piuttosto riflettere sulle proprie responsabilità politiche. Il partito richiama, in particolare, la fine anticipata dell’esperienza amministrativa di San Severo, definita un esempio di collaborazione tra centrodestra e civismo, interrotta – sostiene la nota – proprio da esponenti appartenenti ai partiti della coalizione.
FdI cita anche il caso di San Giovanni Rotondo, ricordando come “la Lega sosteneva chi si è reso protagonista del salto della quaglia pur di rimanere in sella alla propria poltrona”.
Per questo il partito di Giorgia Meloni invita gli alleati ad abbassare i toni dello scontro interno e a concentrarsi sui contenuti. “Il centrodestra dimostri la capacità di discutere di temi e programmi al proprio interno anziché perdere tempo in polemiche risibili”, si legge nella nota, con l’auspicio che vengano isolati “coloro che, attraverso le proprie azioni politiche, danneggiano la coalizione”.
Fratelli d’Italia ribadisce infine la propria disponibilità al confronto con tutte le energie civiche che condividano un progetto politico per il territorio, sostenendo che solo attraverso un percorso unitario sarà possibile costruire un’alternativa credibile al centrosinistra, al governo della Regione Puglia e di numerosi enti locali della Capitanata da oltre vent’anni.
La controreplica di Cera
“Fratelli d’Italia parla di coerenza, di patenti e di esami del DNA. Bene: parliamo di coerenza, ma con i fatti alla mano. Perché i fatti, a differenza dei comunicati, non si possono riscrivere”. Questa la replica del segretario provinciale della Lega di Foggia e consigliere regionale, Napoleone Cera.
“Partiamo da San Severo, visto che l’hanno citata loro. La Lega è stata coerente con quello che dice: non abbiamo voluto restare dentro un’esperienza che con il centrodestra aveva sempre meno a che fare. E il tempo ci ha dato ragione. Perché proprio da quella maggioranza, sostenuta anche da Fratelli d’Italia, secondo quanto risulta, sono arrivati i voti che hanno contribuito a eleggere consigliera provinciale una consigliera comunale di opposizione, di sinistra, eletta nella lista del presidente della Provincia di centrosinistra. Mi si spieghi dov’è, qui, la nostra incoerenza”.
Poi il secondo caso. “Si cita San Giovanni Rotondo? Ancora meglio. Il candidato che noi sostenevamo stava in maggioranza esattamente con le stesse persone che oggi siedono con Fratelli d’Italia. Quindi, se davvero vogliamo aprire il registro di chi stava con chi, dico che è un esercizio in cui non esce pulito nessuno e che a me, sinceramente, non interessa. Lo dico perché mi si smetta di raccontare una favola nella quale c’è chi è puro e chi no: la realtà dei territori è più complicata, e chi la conosce lo sa”.
Il punto è semplice, incalza Cera: “Da una parte c’è chi, come la Lega, ha fatto scelte lineari e verificabili. Dall’altra c’è chi oggi distribuisce patenti di centrodestra e intanto, nei fatti, ha contribuito a mandare in Provincia una rappresentante della sinistra. I cittadini queste cose le capiscono benissimo: guardano cosa si fa, non cosa si scrive”.
“E lo dico senza acredine ma con la schiena dritta – prosegue -. Io non ho lezioni di coerenza da ricevere da nessuno, e soprattutto non ho intenzione di trasformare tutto questo in una guerra tra alleati, perché l’unico che ci guadagna è chi governa la Puglia da vent’anni per il solo gusto del potere. Ma pretendo rispetto e pretendo che si smetta di riscrivere la storia recente della Capitanata”.
La proposta di Cera resta quella di sempre e la ribadisce a testa alta: “Un tavolo, a cui sedere tutti insieme, per discutere di programmi e di candidati seri e costruire un centrodestra unito e riconoscibile per il 2027. La Lega c’è, con lealtà. Ma l’unità si misura dai comportamenti, non dagli slogan e nemmeno dagli esami del DNA”, conclude.












