In una realtà, spesso proiettata a raccontare le criticità del sistema sanitario, emergono storie di eccellenza e buona sanità che meritano di essere coperte dai riflettori della cronaca locale. È il caso del reparto di Gastroenterologia del Policlinico Riuniti di Foggia, finito al centro del racconto di ringraziamento e speranza da parte di Rosa, una paziente giunta a completa guarigione dopo un delicato percorso di cura. Oggi la donna di Torremaggiore che vive e lavora a Parigi, ha lasciato l’ospedale foggiano ed è tornata a casa. Questa la sua storia.
“All’inizio di giugno – spiega – sono comparsi i primi problemi intestinali. Mi sono affidata ai medici, ho eseguito visite ed esami, ma i tempi per gli accertamenti erano ancora lunghi e, nel frattempo, le mie condizioni continuavano a peggiorare. Quando mia madre è arrivata a trovarmi, mi è bastato guardarla negli occhi per capire quanto fosse preoccupata. Mi vide pallida e molto debole e capì che non potevamo più aspettare. Fu lei a convincermi a tornare in Italia. Oggi so che quella decisione ha cambiato il corso della mia vita. Pochi giorni dopo il nostro rientro ebbi un improvviso peggioramento e venni trasportata d’urgenza al Policlinico Riuniti di Foggia. Dopo i primi accertamenti fui ricoverata nel reparto di Gastroenterologia. Da quel momento è iniziata la mia rinascita”.
Rosa ricorda che “durante i miei ventitré giorni di ricovero ho ricevuto molto più di cure mediche. Ho trovato persone che hanno saputo prendersi cura di me con professionalità, attenzione e umanità. In un momento in cui avevo paura e mi sentivo fragile, non mi sono mai sentita sola: ogni giorno ho trovato qualcuno pronto ad ascoltarmi, rassicurarmi e farmi sentire al sicuro. Il mio più sincero ringraziamento va al professor Rodolfo Sacco e a tutta l’équipe medica del reparto di Gastroenterologia del Policlinico Riuniti di Foggia, per la competenza, la tempestività e la dedizione con cui hanno affrontato il mio caso e mi hanno accompagnata nel mio percorso di cura. Un ringraziamento speciale va all’infermiera Luigia Stoppiello. Dal profondo del cuore desidero ringraziare la mia famiglia, che in ogni momento mi è stata accanto, sostenendomi, incoraggiandomi e aiutandomi a trovare la forza per affrontare questo percorso”.
E conclude: “Attraverso il giornale non voglio raccontare la mia malattia, voglio raccontare l’impegno, la competenza, l’umanità e la dedizione con cui medici, infermieri, OSS e tutto il personale del reparto di Gastroenterologia del Policlinico di Foggia, si prendono cura dei propri pazienti ogni giorno”.












