Le Sanitaservice non sono tra le cause del disavanzo della sanità pugliese, ma rappresentano uno strumento di gestione pubblica che, se ben governato, può contribuire a migliorare l’efficienza del sistema sanitario. È la posizione del consigliere regionale del Partito Democratico Cosimo Borraccino, che interviene nel dibattito sul deficit della sanità pugliese replicando alle recenti critiche rivolte alle società in house.
Secondo Borraccino, individuare nelle Sanitaservice una delle cause del “buco” della sanità regionale significa “confondere gli effetti contabili con le cause reali della spesa”.
“L’internalizzazione elimina i costi degli appalti”
Il consigliere dem ricorda che, prima dell’internalizzazione dei servizi, le Asl si affidavano a imprese esterne, sostenendo non solo il costo del lavoro, ma anche utili d’impresa, spese generali, costi amministrativi e intermediazioni.
“Il modello delle società in house – sostiene – nasce proprio per eliminare tali costi, riportando sotto il controllo pubblico attività essenziali e garantendo maggiore efficienza, trasparenza e capacità di programmazione”.
Borraccino evidenzia inoltre che, secondo uno studio del docente dell’Università del Salento Luigino Sergio, le risorse destinate alle Sanitaservice rappresentano mediamente soltanto il 2-3% del valore della produzione delle Asl pugliesi, una quota che, a suo giudizio, rende poco credibile attribuire a queste società la responsabilità di un disavanzo di centinaia di milioni di euro.
“Le vere cause del deficit sono altre”
Per il consigliere regionale, le principali criticità economiche della sanità pugliese vanno invece ricercate “nel mancato finanziamento del Fondo sanitario nazionale da parte del Governo”, oltre che nella spesa farmaceutica, nelle prestazioni sanitarie, nella mobilità passiva e nell’organizzazione ospedaliera.
Borraccino sottolinea anche che tra l’85% e il 93% dei costi delle Sanitaservice è rappresentato dal personale, evidenziando come queste società gestiscano prevalentemente servizi di supporto – come ausiliariato, logistica, trasporti sanitari e attività amministrative – che in passato erano affidati a cooperative e imprese private.
“Servono controlli, ma non sono fuori controllo”
Nel suo intervento, il consigliere del Pd respinge anche l’idea che le Sanitaservice siano prive di vigilanza, ricordando che le società in house sono soggette al cosiddetto controllo analogo da parte dell’ente pubblico e che, nella precedente legislatura, la Regione aveva disposto ulteriori verifiche attraverso il Nirs, il Nucleo ispettivo regionale sanitario.
Pur riconoscendo la necessità di rafforzare controlli, trasparenza e indicatori di performance, Borraccino invita a non trasformare le Sanitaservice nel “capro espiatorio” del disavanzo sanitario.
“Restituita dignità a oltre 10mila lavoratori”
Nella parte conclusiva della nota, il consigliere richiama anche l’aspetto occupazionale, sostenendo che il modello delle Sanitaservice ha consentito di migliorare le condizioni di migliaia di addetti.
“Va considerato l’aspetto umano e la dignità che hanno acquisito oltre 10mila lavoratori in questi anni, passati da rapporti privatistici con contratti molto spesso vergognosi per la retribuzione a una vera dignità”, conclude Borraccino.









