La Asl Foggia finisce sotto la lente della Corte dei conti nell’ambito dell’esame sul bilancio 2025 della Regione Puglia. Nella bozza della relazione di parifica, anticipata dalla Gazzetta del Mezzogiorno, i giudici contabili utilizzano proprio il caso foggiano come esempio per approfondire alcuni dei meccanismi che, secondo la magistratura contabile, potrebbero aver inciso sulla crescita della spesa sanitaria regionale.
Il contesto è quello del disavanzo da 349 milioni di euro registrato dal sistema sanitario pugliese. Se da un lato il deficit viene ricondotto soprattutto all’aumento dei costi non adeguatamente compensati dal Fondo sanitario nazionale, dall’altro la Corte ritiene che possano aver inciso anche carenze nei controlli sull’operato delle aziende sanitarie e delle società in house.
Il caso degli 80 infermieri della Sanitaservice Foggia
Tra gli episodi richiamati nella relazione figura quello della Sanitaservice della Asl Foggia, dove, secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, erano impiegati infermieri pur trattandosi di una società destinata ai servizi strumentali.
Nel 2024 l’azienda sanitaria avviò la procedura di stabilizzazione degli 80 infermieri, poi formalmente assunti dalla Asl con provvedimenti firmati nel novembre 2025 – in piena campagna elettorale, ricorda il giornale barese -, dall’allora commissario straordinario Antonio Nigri.
Su questa operazione la Corte dei conti chiede ora di chiarire quale sia stata la base normativa che ha consentito il trasferimento del personale dalla Sanitaservice alla Asl e quali effetti abbia prodotto sul piano della spesa.
La Regione, secondo quanto riferito dalla Gazzetta del Mezzogiorno, ha spiegato che non si sarebbe trattato di nuovi costi, ma di un semplice trasferimento di circa 3 milioni di euro dal bilancio della Sanitaservice a quello della Asl Foggia.
Dubbi anche sulle assunzioni nelle società in house
L’attenzione dei magistrati contabili si concentra anche sulle 895 assunzioni autorizzate nel 2024 nelle Sanitaservice pugliesi, per un valore di circa 10 milioni di euro, autorizzate a condizione che non producessero maggiori oneri per i bilanci aziendali.
La Corte ha chiesto di comprendere come sia stato possibile autorizzare tali assunzioni senza costi aggiuntivi e se siano stati effettivamente rispettati i vincoli imposti dalla Regione in materia di contenimento della spesa.
Nuove verifiche sugli atti dei commissari
Sempre secondo la ricostruzione della Gazzetta del Mezzogiorno, dopo le osservazioni della Corte dei conti il capo di gabinetto della Regione Davide Pellegrino ha disposto una nuova verifica sugli atti adottati dai commissari straordinari delle aziende sanitarie negli ultimi 60 giorni del loro mandato.
Nel controllo rientreranno assunzioni, promozioni, affidamenti diretti e altri provvedimenti adottati nel periodo precedente all’insediamento dei nuovi direttori generali.
Il nodo del deficit regionale
La questione si inserisce nel più ampio esame del disavanzo sanitario pugliese da 349 milioni di euro. Per coprirlo la Regione ha previsto l’aumento dell’addizionale Irpef, con un gettito stimato di 241 milioni di euro, oltre a ulteriori risorse provenienti dal bilancio regionale.
Nella bozza di relazione, tuttavia, la Corte dei conti osserva che le cause esterne richiamate dalla Regione non sembrano, da sole, sufficienti a spiegare il peggioramento dei conti rispetto al 2024, motivo per cui vengono approfonditi anche gli aspetti legati alla gestione delle aziende sanitarie e delle società partecipate.













