Si inasprisce il confronto politico sulla vicenda della sede dell’Associazione Giovanni Panunzio – Eguaglianza, Legalità, Diritti. Dopo la replica dell’assessore alla Legalità Giulio De Santis, arriva un nuovo affondo del consigliere comunale Nunzio Angiola, che ne chiede le dimissioni parlando di una gestione fallimentare della vicenda.
Per Angiola, di fronte alle segnalazioni dell’associazione sull’inagibilità della sede di via Scillitani, l’assessore avrebbe dovuto limitarsi a risolvere il problema anziché, sostiene, alimentare una polemica con un presidio di legalità che opera da anni sul territorio.
“La sede è inutilizzabile da fine 2024”
Secondo il consigliere comunale, la questione riguarda un immobile interessato da infiltrazioni e distacchi di calcinacci che lo renderebbero inutilizzabile dalla fine del 2024.
Angiola ricorda che il Comune, competente per gli interventi di manutenzione straordinaria, avrebbe dovuto intervenire tempestivamente e richiama quanto avvenuto il 12 marzo scorso, quando, negli atti del Consiglio comunale, l’assessore De Santis comunicò che il problema era stato risolto attraverso l’assegnazione di un locale attiguo.
Per il consigliere, il fatto che la questione sia ancora aperta dimostrerebbe che quella soluzione non ha prodotto gli effetti annunciati.
“La memoria delle vittime di mafia non può diventare terreno di scontro”
Nel comunicato Angiola critica anche il contenuto delle dichiarazioni rilasciate dall’assessore, sostenendo che il confronto sarebbe stato spostato su un piano politico anziché amministrativo.
Secondo il consigliere, la memoria delle vittime di mafia appartiene all’intera comunità e non dovrebbe essere richiamata per alimentare polemiche, così come il lavoro delle associazioni antimafia merita rispetto anche quando esprime critiche nei confronti delle istituzioni.
Per Angiola la legalità si tutela mantenendo gli impegni assunti e garantendo risposte concrete, non delegittimando chi chiede il rispetto degli accordi.
La richiesta di dimissioni
Il consigliere comunale sostiene che l’antimafia si misura con i fatti e con la capacità delle istituzioni di sostenere concretamente chi opera sul territorio.
A suo giudizio, un assessore alla Legalità dovrebbe mantenere equilibrio istituzionale e favorire il dialogo, mentre in questa vicenda sarebbe accaduto il contrario.
Per queste ragioni Angiola ritiene che Giulio De Santis avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni, assumendosi la responsabilità politica di una vicenda che, secondo il consigliere, si trascina ormai da quasi due anni senza una soluzione definitiva.










