A pochi giorni dall’arresto di Luca Ceglia, 43 anni, accusato dell’omicidio di Giacomo Mongiello, la famiglia della vittima ha voluto esprimere pubblicamente il proprio ringraziamento agli investigatori della Questura di Foggia per il lavoro svolto nell’ambito delle indagini.
Un messaggio che arriva dopo mesi di attesa, dolore e interrogativi seguiti all’agguato del 2 agosto 2024, quando Mongiello venne raggiunto da due colpi di fucile in via Sbano, a Foggia. Trasportato in ospedale in gravissime condizioni, morì due giorni dopo a causa delle ferite riportate.
L’arresto di Ceglia, disposto dal gip su richiesta della Procura della Repubblica di Foggia al termine delle indagini della squadra mobile, rappresenta per i familiari un primo importante passo verso l’accertamento della verità.
“Desideriamo esprimere gratitudine alle forze dell’ordine e a tutti coloro che hanno contribuito alle indagini. La fiducia nelle istituzioni si rafforza quando l’impegno, la competenza e la perseveranza portano a risultati concreti”, si legge nel messaggio diffuso dopo gli sviluppi investigativi.
Le indagini e l’arresto
Secondo quanto emerso dall’inchiesta, gli investigatori sarebbero riusciti a risalire al presunto killer grazie anche all’analisi del Dna trovato sul cappellino perso durante la fuga subito dopo l’agguato. Un elemento ritenuto decisivo dagli inquirenti e che ha portato all’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
La procura e la squadra mobile ritengono di aver individuato in Ceglia l’uomo che quella sera seguì la vittima in bicicletta prima di aprire il fuoco e allontanarsi rapidamente dalla scena del delitto.
Il possibile scambio di persona
Resta però ancora avvolto nel mistero il movente dell’omicidio.
Tra le ipotesi investigative figura quella di un tragico scambio di persona. Secondo questa ricostruzione, Mongiello sarebbe stato confuso con un altro uomo, conosciuto negli ambienti cittadini e ritenuto molto somigliante alla vittima.
L’attenzione degli investigatori si concentra anche sulla vicenda che coinvolge il figlio di Luca Ceglia, Antonino Pio Ceglia, condannato a 10 anni di reclusione per l’omicidio di Nicola Di Rienzo, avvenuto nel novembre 2022. Una delle piste al vaglio è che il padre temesse possibili ritorsioni nei confronti del figlio e che abbia agito nella convinzione di colpire una persona diversa da Mongiello.
Si tratta tuttavia di ipotesi ancora oggetto di approfondimento e che dovranno trovare eventuali conferme nel prosieguo delle indagini e del procedimento giudiziario.
“La memoria di Giacomo merita giustizia”
Nel messaggio diffuso in queste ore, i familiari sottolineano come il risultato raggiunto non possa cancellare il dolore per la perdita subita, ma rappresenti un segnale importante.
“Molti temevano che il caso potesse rimanere irrisolto. Oggi è doveroso riconoscere il lavoro svolto dagli investigatori della Questura di Foggia, che hanno continuato a cercare la verità senza arrendersi alle difficoltà. La memoria di Giacomo Mongiello merita verità e giustizia. Oggi siamo un passo più vicini a entrambe”.











