La morte di Agata Pastore, l’anziana di 80 anni deceduta ieri nell’incendio scoppiato nella sua abitazione di via Montegrappa a Foggia, continua a suscitare dolore e riflessioni in città. La donna, ipovedente e residente da sola nell’appartamento, è stata trovata senza vita dopo il rogo che, secondo le prime ricostruzioni, si sarebbe sviluppato nella cucina dell’abitazione.
Sulla tragedia è intervenuto il consigliere comunale di Alleanza Verdi e Sinistra – Progetto Concittadino, Antonio De Sabato, che ha affidato a una nota una riflessione sul tema della solitudine e delle fragilità sociali.
“Dietro la cronaca ci sono fragilità invisibili”
“Non spetta a noi accertare cause e responsabilità”, premette De Sabato, sottolineando però come episodi del genere impongano una riflessione collettiva.
“Tragedie come questa ci ricordano quanto la solitudine sia diventata una delle emergenze più silenziose e drammatiche del nostro tempo”, afferma il consigliere. “Dietro molte storie che finiscono nelle pagine di cronaca si nascondono spesso fragilità invisibili: anziani soli, persone senza una rete familiare o di vicinato, cittadini che vivono lontani dai servizi e dagli sguardi della comunità”.
Secondo De Sabato, molte situazioni di disagio non richiedono necessariamente interventi straordinari, ma la presenza di una comunità capace di accorgersi delle persone più fragili prima che sia troppo tardi.
La proposta del Portierato Sociale di Comunità
Nel suo intervento, il consigliere richiama la mozione presentata il 20 febbraio scorso per l’istituzione del Portierato Sociale di Comunità.
Si tratta di uno strumento che punta a sviluppare forme di welfare di prossimità attraverso figure presenti nei quartieri e negli immobili di edilizia residenziale pubblica, con compiti di ascolto, orientamento ai servizi, supporto nelle pratiche amministrative e digitali e attivazione di reti di vicinato.
“Il Portierato Sociale non è un servizio assistenziale tradizionale”, spiega De Sabato. “È una presenza leggera ma costante, capace di accompagnare le persone, segnalare situazioni di fragilità e ricostruire legami sociali”.
“Una città che non lasci indietro nessuno”
Per il consigliere comunale, la vicenda di via Montegrappa deve rappresentare uno stimolo a rafforzare le politiche di prevenzione sociale all’interno del Piano Sociale di Zona.
“La funzione più importante è forse quella di ricostruire legami”, sottolinea. “Una comunità forte non è quella che interviene quando il problema esplode, ma quella che riesce ad accorgersi delle persone prima che restino sole”.
Da qui l’appello a investire maggiormente nel welfare di prossimità e nelle reti di sostegno territoriale.
“La memoria di Agata ci consegna una responsabilità: fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità affinché nessuno debba sentirsi invisibile nella propria città”, conclude De Sabato.










