AMIU Puglia interviene sugli sviluppi del procedimento penale relativo all’emergenza rifiuti che nell’estate del 2023 interessò Foggia e che vede imputati l’ex direttore generale di Ager Puglia Gianfranco Grandaliano, il direttore generale di AMIU Puglia Antonello Antonicelli e il manager Massimiliano Piscitelli, direttore degli impianti di trattamento meccanico-biologico di Foggia e Bari.
In una nota diffusa dopo la decisione del Tribunale di Foggia di disporre il processo nei confronti degli imputati, la società ribadisce “la più ampia fiducia nell’accertamento dei fatti” e nell’esito del dibattimento, confermando anche la propria fiducia nei dirigenti coinvolti nella vicenda.
La replica alle accuse del WWF
Il comunicato arriva dopo le dichiarazioni del WWF Dauno, costituitosi parte civile nel procedimento, secondo cui i vertici di Ager e AMIU avrebbero penalizzato Foggia “a beneficio di altri territori”, accettando il rischio che il capoluogo diventasse “una discarica a cielo aperto”.
Una ricostruzione che AMIU respinge con decisione.
“La rappresentazione secondo cui la società avrebbe inteso penalizzare la città di Foggia a vantaggio di altri territori è del tutto infondata”, si legge nella nota.
Secondo l’azienda, si tratta di affermazioni che non coincidono con le contestazioni contenute nel procedimento penale e che risultano smentite anche dal fatto che il Comune di Foggia è socio della stessa AMIU Puglia, detenendo il 20 per cento del capitale sociale.
Il nodo dell’impianto TMB
AMIU richiama inoltre l’attenzione su quello che definisce un elemento spesso trascurato nel dibattito pubblico: il ruolo dell’impianto di trattamento meccanico-biologico di Foggia.
La società evidenzia come il TMB rappresenti un impianto intermedio all’interno del ciclo provinciale di gestione dei rifiuti urbani indifferenziati e come il suo corretto funzionamento dipenda dall’intero sistema impiantistico.
Per questo motivo AMIU rinnova agli enti competenti la richiesta di definire rapidamente la procedura per l’affidamento della gestione dell’impianto foggiano.
“Dal 2023 gestione garantita per responsabilità istituzionale”
Nel comunicato la società sottolinea di continuare a gestire il TMB dal 2023 “per mero senso di responsabilità istituzionale” e per assicurare la continuità di un servizio considerato essenziale per il territorio foggiano e per l’intero sistema regionale.
AMIU ricorda inoltre che farà valere le proprie ragioni nelle sedi processuali competenti, anche in relazione alla citazione come responsabile civile avanzata dal WWF insieme ad Ager Puglia.
Il processo partirà a novembre
Il procedimento entrerà nel vivo il prossimo 19 novembre, quando davanti al Tribunale monocratico di Foggia inizierà il dibattimento.
Agli imputati viene contestato, a vario titolo, il reato di interruzione di un servizio pubblico o di pubblica necessità. Secondo l’accusa, pur essendo a conoscenza della situazione emergenziale e della programmata sospensione di un impianto ritenuto essenziale per il ciclo dei rifiuti, non avrebbero adottato le misure necessarie per evitare che i rifiuti rimanessero accumulati nelle strade cittadine.
AMIU, pur dichiarando pieno rispetto per il lavoro della magistratura, rivendica il proprio operato e assicura che continuerà a svolgere il servizio “con diligenza, imparzialità e senso di responsabilità”.









