Il Comune di Carapelle finisce sotto la lente del ministero dell’Interno. Su delega del Viminale, il prefetto di Foggia, Paolo Grieco, ha disposto l’avvio di un accesso ispettivo ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali, la procedura prevista dalla normativa per verificare eventuali infiltrazioni o condizionamenti della criminalità organizzata nell’attività amministrativa. Nella mattinata di oggi si è ufficialmente insediata la commissione incaricata di svolgere gli accertamenti. L’organismo è composto dal viceprefetto Vincenzo Lubrano, dal vicequestore Michele Leonardo Cappetta e dal tenente colonnello dei Carabinieri Nicola Abbasciano.
Il compito della commissione sarà quello di esaminare atti, procedure e attività dell’ente locale per accertare l’eventuale presenza di collegamenti, diretti o indiretti, tra amministratori pubblici e ambienti della criminalità mafiosa o assimilabile, oppure l’esistenza di pressioni e condizionamenti tali da compromettere il corretto funzionamento della macchina amministrativa.
L’attività ispettiva rappresenta una fase di verifica e approfondimento prevista dalla legge e non implica automaticamente l’accertamento di responsabilità o irregolarità. Al termine del lavoro, la commissione dovrà trasmettere una relazione dettagliata al prefetto. L’organismo avrà a disposizione tre mesi per completare gli accertamenti, termine che potrà essere prorogato per ulteriori tre mesi qualora si rendessero necessari approfondimenti. Sulla base delle conclusioni dell’indagine saranno poi valutati gli eventuali provvedimenti da adottare. Sarebbe il settimo comune sciolto per mafia in provincia di Foggia dopo Monte Sant’Angelo, Mattinata, Manfredonia, Cerignola, Foggia e Orta Nova.












